LA RESPONSABILITA' SOCIALE IN AZIENDA
di Riccardo Beltramo e Stefano Duglio Eurogroup
Responsabilità sociale e Sistema di Gestione Etico (SGE).
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Cenni introduttivi
Negli ultimi anni, oltre alle Norme internazionali già conosciute e adottate dalle organizzazioni - in modo particolare con riferimento allo Standard ISO 9001:2000 che regola i Sistemi di Gestione per la Qualità ed alla Norma ISO 14001:2004 dedicata all'Ambiente - i concetti della "responsabilità sociale" e di "Sistema di Gestione Etico (SGE)" stanno riscuotendo sempre più interesse da parte degli operatori economici.
Sono diversi i fattori che hanno contribuito e contribuiscono tuttora a spingere le imprese a confrontarsi e dotarsi di strumenti che mostrino verso l'esterno, ed in primis verso la pubblica opinione, la propria attenzione ai temi di carattere etico inerenti il mondo del lavoro.
Non bisogna dimenticare, poi, anche alcuni scandali internazionali degli ultimi anni, legati alle condizioni di lavoro in alcuni paesi del terzo mondo, che prestavano attività per grandi multinazionali occidentali, che hanno disorientato il consumatore e che hanno spinto le imprese a dotarsi di sistemi gestionali che permettessero di mostrare in maniera trasparente la loro attenzione verso tale tema.
E che il tema del rapporto fra mondo del lavoro ed etica sia sentito, lo confermano anche alcune indagini che hanno riportato come l'82% degli italiani si dichiari molto o abbastanza d'accordo alla partecipazione delle imprese alla soluzione dei problemi sociali e come l'86% consideri la comunicazione da parte delle imprese del loro impegno sociale molto o abbastanza positivamente (dati ISPO/Explorer per Sodalitas 2002).
Fra gli strumenti adottabili, a carattere volontario, le aziende possono decidere, ad esempio, di dotarsi di Codici di condotta per esprimere all'esterno la propria politica aziendale anche su tale tema. I Codici di condotta, però, hanno il limite di essere molto eterogenei fra loro (e, quindi, poco confrontabili) e di non prevedere delle verifiche da parte di un ente terzo esterno ed indipendente.
La Norma SA8000, per contro, acronimo di Social Accountabily 8000, è uno Standard internazionale che elenca i requisiti necessari affinché le imprese abbiano un comportamento eticamente corretto nei confronti dei lavoratori.
La SA8000 è stata emanata nel 1997 dal CEPAA (Council for Economic Priorities Accreditation Agency), oggi noto come SAI (Social Accountability International). Essa è un'organizzazione non governativa che riunisce i rappresentanti di governi, sindacati, università, enti di certificazione e società di consulenza.
Per ottenere la certificazione SA8000, l'azienda deve dimostrare di avere una gestione similare, come struttura, a quella dei sistemi di gestione per la Qualità e/o per l'Ambiente e basata sulla metodologia PDCA (pianificazione, attuazione, controllo e riesame del sistema). Il sistema gestionale viene sottoposto, al pari degli altri Standard, ad Audit periodico da parte di ente esterno accreditato.
Inoltre, e questo è un punto caratterizzante lo Standard, la SA8000 prevede il rispetto di otto requisiti sociali, direttamente connessi ai Diritti basilari dell'Uomo statuiti nelle Convenzioni Fondamentali ILO e legati:
- al rifiuto del lavoro infantile
- al rifiuto del lavoro obbligato (coercizioni materiali o morali)
- alla garanzia di un luogo sicuro e salubre
- al rispetto della libertà di associazione e del diritto di contrattazione collettiva
- al rifiuto di discriminazioni di sesso, razza, religione, opinione politica, ceto, origine nazionale, invalidità, orientamento sessuale
- appartenenza sindacale, affiliazione politica ed età
- alla trasparenza delle pratiche disciplinari (pene corporali, coercizioni, abusi verbali)
- al rispetto dell'orario di lavoro
- alla garanzia di standard minimi retributivi
I concetti poco sopra velocemente menzionati rappresentano gli otto requisiti specifici dello Standard che saranno analizzati più nel dettaglio nel prossimo contributo.
Alla fine di Giugno 2008 le aziende certificate in base a tale Standard sono 1.779, in rappresentanza di 67 paesi nel mondo e per un totale di circa 933.000 lavoratori interessati. Più di 800 aziende che hanno aderito allo Standard sono italiane: esse rappresentano circa il 44% del totale.
(Fonte: Eurogroup)
