KNOWLEDGE MANAGEMENT E LINGUAGGI DELL'APPRENDIMENTO
Capire come apprendono le persone: come il quality manager può comunicare efficacemente con tutti

"Ci viene detto che la signora Ramsay sta parlando di suo figlio. Può essere che lei abbia settant'anni e lui cinquanta? No, veniamo a sapere che lui ha solo sei anni. Iniziamo a fare le nostre modifiche. E così via.
Se le narrazioni fossero lineari, impareremmo ad aspettare, prima di iniziare a immaginare. Invece non aspettiamo. Cominciamo a immaginare subito, nell'istante in cui iniziamo il libro"
(Peter Mendelsund in "Che cosa vediamo quando leggiamo")
"L'adattamento cinematografico di un libro si dovrebbe guardare solo dopo aver valutato molto attentamente il fatto che il cast del film ha buone probabilità di diventare, nella nostra mente, anche il cast permanente del libro"
(Peter Mendelsund in "Che cosa vediamo quando leggiamo")
Immaginate di trovarvi in un paese straniero dove non parlate la lingua locale. Avete fame e cercate di ordinare del cibo. Nonostante sappiate perfettamente cosa volete mangiare, non riuscite a comunicare. Non è questione di intelligenza – sia voi che il cameriere siete persone perfettamente capaci – è semplicemente una questione di linguaggio.
La stessa dinamica avviene ogni giorno quando cerchiamo di insegnare o spiegare qualcosa a qualcuno. Non esiste un modo universale di apprendere: ognuno di noi ha sviluppato un proprio "linguaggio di apprendimento" attraverso il quale comprende, elabora e memorizza meglio le informazioni.
Per un quality manager, comprendere questa realtà è fondamentale. Che si tratti di formare persone con background diversissimi sui requisiti della ISO 9001, di far comprendere concetti astratti come "rischio" o "miglioramento continuo", di spiegare una nuova procedura o di far comprendere l'importanza di un cambiamento, la capacità di "tradurre" il messaggio nel linguaggio di chi ascolta può fare la differenza tra un'implementazione di successo e un completo fallimento.
La molteplicità dei linguaggi dell'apprendimento
Quando eravamo bambini, alcuni di noi hanno imparato a andare in bicicletta guardando altri farlo, alcuni ascoltando spiegazioni dettagliate su equilibrio e pedalata, altri ancora hanno semplicemente dovuto salire e provare, cadendo e riprovando fino a quando non ci sono riusciti. Questa diversità non è scomparsa crescendo – si è solo evoluta e raffinata.
I linguaggi dell'apprendimento sono modi diversi attraverso i quali il nostro cervello preferisce ricevere, processare e trattenere le informazioni. Non sono compartimenti stagni, ma preferenze che possono sovrapporsi e integrarsi. Identificare e utilizzare il linguaggio appropriato non significa "semplificare" o "infantilizzare" la comunicazione, ma renderla più efficace e immediata.
I linguaggi dell'apprendimento dipendono da una molteplicità di fattori. Tra questi ricordiamo:
- le esperienze formative precoci - Un bambino cresciuto circondato da libri probabilmente svilupperà una forte componente verbale-linguistica. Chi ha passato l'infanzia costruendo con i Lego o smontando oggetti avrà probabilmente una preferenza cinestetica o visivo-spaziale
- il contesto culturale e sociale - La cultura in cui cresciamo plasma profondamente come interpretiamo le informazioni. In alcune culture, l'apprendimento avviene principalmente attraverso storie e parabole (linguaggio narrativo), in altre attraverso l'osservazione silenziosa e l'imitazione (linguaggio visivo-cinestetico)
- le Inclinazioni neurologiche individuali - Il nostro cervello ha delle predisposizioni naturali nel processare certi tipi di informazioni. Alcune persone hanno naturalmente una memoria visiva eccezionale, altre processano meglio i suoni e i ritmi, altre ancora necessitano del movimento per consolidare l'apprendimento
- le esperienze professionali e di vita - Il nostro percorso professionale crea un "vocabolario" specifico attraverso cui interpretiamo le nuove informazioni. Un musicista tenderà a vedere pattern e ritmi, un architetto strutture e spazi, un cuoco combinazioni e processi
Come riconoscere il linguaggio di chi abbiamo davanti
Per riconoscere con quale linguaggio si trova maggiormente a suo agio chi abbiamo davanti possiamo osservare:
- osservare il linguaggio spontaneo - Ascoltate attentamente come le persone si esprimono naturalmente:
- Usano molte espressioni visive? ("Vedo cosa intendi", "Non mi è chiaro", "Facciamo un quadro della situazione")
- Preferiscono termini uditivi? ("Questo non mi suona bene", "Sento che c'è qualcosa che non va")
- Si esprimono in termini fisici? ("Afferriamo il concetto", "Mettiamo mano al problema")
- notare come prendono appunti
- disegni, schemi, frecce → probabilmente visivo-spaziale
- trascrizione quasi letterale → verbale-linguistico
- parole chiave con simboli personali → logico-matematico
- pochi appunti, molto ascolto → uditivo o cinestetico
- fare domande esplorative - "Come preferisci che ti spieghi questa procedura?" "Quando hai imparato qualcosa di nuovo recentemente, come hai fatto?" "Se dovessi spiegare questo concetto a un collega, come lo faresti?"
-
proporre mini-test - Spiegate lo stesso concetto in tre modi diversi e osservate quando "si accende la lampadina":
- con un diagramma
- con una storia o con un esempio
- con una dimostrazione pratica
-
osservare le reazioni non verbali
- Annuiscono quando vedono un grafico?
- Si animano quando raccontate un caso pratico?
- Sembrano più attenti quando possono toccare o manipolare qualcosa?
Le diverse tipologie di linguaggio di apprendimento
Passiamo adesso ad analizzare, uno per uno, i diversi modi che le persone hanno di apprendere:
Linguaggio visivo-spaziale
- Caratteristiche: apprendimento attraverso immagini, diagrammi, mappe mentali, grafici e rappresentazioni spaziali
- Strategie efficaci: uso di colori, schemi, infografiche, video, animazioni
- Curosità: a proposito di linguaggio visivo-spaziale, sapete qual è la prima mappa geografica della storia? Si tratta del papiro delle miniere che è conservato al Museo Egizio di Torino, è un esempio perfetto di come l'uomo abbia da sempre utilizzato la rappresentazione spaziale per comprendere e comunicare la realtà
Max Bennett nel suo libro "Breve storia dell’intelligenza" ci spiega che le formiche non sono in grado di portare a termine compiti spaziali. Questi insetti, infatti, seguono un percorso dal nido al cibo e un altro dalla fonte di cibo al nido: "Supponiamo di prendere una formica mentre sta tornando al nido e di collocarla sul percorso in uscita dal nido. Quella formica chiaramente vorrebbe tornare al nido, ma ora si trova in una posizione da cui si è sempre mossa allontanandosi dal nido. Se avesse un modello interno dello spazio, si renderebbe conto che la strada più rapida per tornare a casa sarebbe girarsi e andare nella direzione opposta. È quello che farebbe un pesce. Se invece la formica ha appreso solo una serie di movimenti (vai a destra all’indizio X, gira a sinistra all’indizio Y), riprenderà a percorrere di nuovo tutto il circuito"
Linguaggio verbale-linguistico
- Caratteristiche: preferenza per parole scritte e parlate, definizioni precise, spiegazioni dettagliate
- Strategie efficaci: lettura, scrittura, discussioni, storytelling, giochi di parole
Il potere delle parole! Quanlucno di voi ha visto il bellissimo film "Thank you for smocking"? Vi riportiamo un estratto della presentazione che il protagonista fa di se stesso: "Ma la cosa più importante è come impacchettiamo la nostra immagine, ed è qui che intervengo io: sono pagato per parlare. Non sono laureato né in medicina né in legge. Sono diplomato in "colpire sotto la cintura" e "incassare insulti". Avete presente il tipo che può farsi qualsiasi ragazza? Io sono quello... fatto di crack."
Linguaggio cinestetico-corporeo
- Caratteristiche: apprendimento attraverso il movimento, il tocco e l'esperienza pratica
- Strategie efficaci: laboratori, simulazioni, role-playing, manipolazione di oggetti
Un esempio per capire di cosa stiamo parlando, lo troviamo nel libro "Clear thinking": "Quando Zhang Ruimin diventò amministratore delegato della Qingdao Refrigerator Plant, da cui poi nacque la società di elettrodomestici Haier, l'azienda era prossima al fallimento. Per mandare un segnale chiaro ai suoi nuovi dipendenti, Ruimin li radunò all'esterno dove assistettero alla distruzione a colpi di martello di settantasei frigoriferi di qualità scadente. Per tutta la durata del suo mandato, Ruimin conservò un martello in una teca di vetro nella sala del consiglio di amministrazione, come promemoria degli alti standard che si aspettava dall'azienda".
Linguaggio logico-matematico
- Caratteristiche: preferenza per pattern, sequenze logiche, numeri e relazioni causa-effetto
- Strategie efficaci: problem-solving, categorizzazione, analisi sistematica
Un esempio tipico di apprendimento logico-matematico è il sillogismo di Aristotele: una struttura di ragionamento che da due premesse giunge a una conclusione necessaria (es. "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo, quindi Socrate è mortale"
Linguaggio musicale-ritmico
- Caratteristiche: sensibilità a ritmi, toni, modelli sonori
- Strategie efficaci: mnemoniche musicali, rime, associazioni sonore
In Irlanda c'è una splendida dimora aristocratica inglese, Muckross House, che ospitó anche la regina Vittoria. Nei suoi sotterranei, dove lavorava la servitú, c'erano una trentina di campanelli diversi collegati alle diverse stanze della casa e i valletti riconoscevano esattamente dal suono in quale stanza si trovava il signore che l'aveva suonato.
E sempre a proposito di apprendimento mediante la musica, come dimenticare uno degli incipit più belli della storia della letteratura, con la sua musicalità e la precisione delle parole? "Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battare, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta." (da "Lolita" di Nabokov).
Un ultimo esempio? Chi di voi ha visto il bel film "C'era ancora domani", ricorderà sicuramente la musica usata in modo potente in una scena del film dove una scena di violenza domestica viene trasformata in un ballo, usando il ritmo per comunicare una realtà complessa e dolorosa. Ma, sempre restando nell'ambito cinematografico, potremmo citare anche "Le iene" dove la musica è centrale nella scena in cui un personaggio tortura un poliziotto ballando a ritmo e creando un contrasto disturbante tra suono e azione.
Linguaggio interpersonale-sociale
- Caratteristiche: apprendimento attraverso l'interazione e la collaborazione
- Strategie efficaci: discussioni di gruppo, tutoraggio tra colleghi di pari grado, progetti collaborativi
Un esempio classico di questa tipologia di apprendimento ci arriva da Socrate, la cui filosofia si basava sulla convinzione che la verità non si potesse trovare da soli, ma solo attraverso il confronto con gli altri. Tornando al mondo del cinema, c'è il bellissimo scambio di battute de: "I dodici giurati in cui un gruppo di persone deve collaborare e discutere per arrivare a un verdetto:
- Non credo di essere la persona giusta per giudicare quella donna
- Per questo siamo in 12
Linguaggio intrapersonale-riflessivo
- Caratteristiche: apprendimento attraverso l'introspezione e la riflessione personale
- Strategie efficaci: diario personale, meditazione guidata, auto-valutazione
Vi preoccupa imparare standovene soli, soletti e provando a guardarvi dentro? Leggete un po' cosa scriveve Petrarca nel "De vita solitaria": "La solitudine senza cultura è certo un esilio, un carcere, una tortura. Aggiungivi la cultura: diventa la patria, la libertà, il godimento".
Se non dovesse bastare, leggete anche cosa scriveva Marco Aurelio: "Ciò a cui pensi determina la qualità della tua mente. La tua anima assume il colore dei tuoi pensieri"
Linguaggio naturalistico
- Caratteristiche: comprensione attraverso pattern naturali e categorie del mondo naturale
- Strategie efficaci: osservazione, classificazione, analogie con la natura
Leggete, ad esempio, cosa scrive Nietzsche: "Bisogna essere un mare per accogliere un fiume melmoso senza intorbidarsi". Questo è un esempio di come un modello naturale (il mare che diluisce) insegni un principio di vita (la resilienza).
Un altro esempio ci arriva da Pascal: "L'uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante", dove si usa un'immagine naturale per definire la condizione umana.
Spiegare un concetto in modi diversi
Facciamo un esempio concreto, ipotizzando che un quality manager debba spiegare il concetto di "miglioramento continuo" con tutti questi diversi stili di apprendimento.
Linguaggio visivo-spaziale
Se state facendo qualità in un ristorante, potreste creare una bacheca visuale con foto "prima/dopo" dei piatti migliorati, mostrando l'evoluzione dal piatto originale → feedback clienti → modifiche → nuovo piatto → risultati vendite.
Linguaggio verbale-linguistico
Usate questa metafora: "Il miglioramento continuo è come scolpire una statua: ogni colpo di scalpello rimuove ciò che non serve, rivelando progressivamente la perfezione nascosta nella pietra"
Se lavoraste in un call center, potreste registrare e trascrivere le conversazioni migliori, creando una sorta di "dizionario delle best practice" che si arricchisce continuamente con nuove frasi efficaci scoperte dagli operatori.
Linguaggio cinestetico-corporeo
Questa è facile! Basta applicare le "Gemba walk", camminare fisicamente attraverso il processo.In una fabbrica, ad esempio, potreste far fare ai manager un percorso fisico settimanale seguendo il flusso del prodotto. Ad ogni stazione, possono toccare i materiali, provare le attività, identificare fisicamente sprechi e opportunità.
Linguaggio logico-matematico
Miglioramento = (Performance attuale - Performance precedente) / Tempo
Esempio: un e-commerce che traccia:
- il tempo medio ordine-consegna: 5 giorni
- l'implementazione del nuovo sistema logistico
- il tempo medio dopo un mese: 4 giorni
- il miglioramento = 20% in 1 mese
- l'obiettivo progressivo: -10% ogni trimestre
Linguaggio musicale-ritmico
Plan-Do-Check-Act" scandito come un ritmo 4/4 costante
Un team di produzione potrebbe usare un jingle che suona ogni ora con le parole "Controlla-Migliora-Ripeti". Quando sentono il jingle, fanno una micro-ispezione di 60 secondi della loro postazione, creando un ritmo costante di attenzione al miglioramento.
Linguaggio interpersonale-sociale
Un ospedale potrebbe organizzare incontri settimanali di 15 minuti dove infermieri di diversi reparti si scambiano "la migliore cosa che ho imparato questa settimana", un po' come si fa con i circoli della qualità.
Linguaggio intrapersonale-riflessivo
Si può fare in modo che ogni persona tenga un diario personale del miglioramento:
- "Oggi ho fatto questo errore..."
- "La causa era..."
- "La prossima volta farò..."
- Revisione mensile: "I miei 3 errori ricorrenti e come li sto eliminando"
Linguaggio naturalistico
Un'azienda agricola può applicare il principio della "selezione naturale":
- ogni processo è un "organismo"
- i processi "deboli" (inefficienti) vengono identificati
- si "innestano" caratteristiche dei processi "forti"
- esempio: "Il reparto confezionamento è veloce come il reparto spedizioni? No → studiamo cosa fa il reparto spedizioni e 'innestiamo' quelle pratiche"
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