ISO 9001:2026 - il capitolo 10
Il miglioramento continuo diventa il punto di partenza del capitolo e il vecchio 10.3 sparisce
In sintesi
- il vecchio punto 10.3 è stato eliminato e il suo contenuto è diventato il nuovo 10.1: il capitolo ha ora due soli punti
- il miglioramento continuo non è più la conclusione del capitolo, ne è il punto di partenza
- il collegamento tra la valutazione delle prestazioni del capitolo 9 e le azioni di miglioramento diventa esplicito
- il miglioramento deve riguardare anche i processi, non più soltanto prodotti e servizi
Cosa cambia nel capitolo 10
Chiudiamo l'analisi della ISO 9001:2026 con l'ultimo capitolo della norma, quello dedicato al miglioramento, confrontandolo con la ISO 9001:2015. È il capitolo che ha subìto la ristrutturazione più profonda di tutta la revisione, anche se paradossalmente non contiene quasi nessun requisito nuovo.
Una nota sulle traduzioni. Qualsiasi traduzione in italiano di termini e titoli riportata in questa pagina è di QualitiAmo. Quando sarà disponibile l'edizione italiana della norma, la UNI EN ISO 9001, alcune formulazioni potrebbero risultare leggermente diverse.
In sintesi, la ISO 9001:2026:
- eleva il miglioramento continuo da requisito specifico, il vecchio 10.3, a principio guida dell'intero capitolo, il nuovo 10.1
- integra e consolida i concetti che prima erano divisi tra i punti 10.1 e 10.3, creando un flusso logico più forte
- rafforza il legame tra la valutazione delle prestazioni del capitolo 9 e il miglioramento, rendendo esplicito che i risultati delle analisi e dei riesami sono gli input diretti delle azioni di miglioramento continuo
- specifica che il miglioramento deve riguardare anche i processi, oltre ai prodotti e ai servizi
Paragrafo 10.1 - Miglioramento continuo
Alla prima lettura ci si accorge subito che le differenze sono molto significative. La ISO 9001:2026 non si limita a modificare il testo, ma ristruttura completamente il concetto di miglioramento, fondendo i precedenti punti 10.1 e 10.3 della versione del 2015: il paragrafo 10.3, infatti, è stato eliminato.
Partiamo dal titolo, che nella ISO 9001:2015 era "10.1 Generalità" e nella ISO 9001:2026 è diventato "10.1 Miglioramento continuo". Il miglioramento non viene più introdotto in modo generico, ma è immediatamente identificato con il miglioramento continuo, che nella versione precedente era trattato in un punto separato e conclusivo.
Nella ISO 9001:2015 il requisito principale del punto 10.1 era che l'organizzazione determinasse e selezionasse opportunità di miglioramento e attuasse ogni azione necessaria per soddisfare i requisiti del cliente e accrescerne la soddisfazione; il requisito specifico sul miglioramento continuo si trovava al punto 10.3 e chiedeva di migliorare in modo continuo idoneità, adeguatezza ed efficacia del sistema.
La ISO 9001:2026 prende quasi integralmente il testo del vecchio punto 10.3 e lo sposta come requisito principale del nuovo punto 10.1. Il miglioramento continuo diventa l'obbligo fondamentale e il punto di partenza del capitolo, non più il punto d'arrivo.
Vale la pena fermarsi un secondo su questo spostamento, perché non è una questione di numerazione. Un requisito messo in fondo a un capitolo tende a essere letto come il coronamento di tutto il resto: prima si fanno le cose, poi, se avanza tempo, si migliora. Messo in testa, dice l'opposto: il miglioramento è la cornice dentro cui le altre attività hanno senso. È lo stesso testo, letto in un ordine diverso, e l'ordine in una norma è un'informazione.
C'è poi un cambiamento che rende il tutto operativo. Nella ISO 9001:2015 il punto 10.3 specificava che per il miglioramento continuo l'organizzazione dovesse considerare i risultati dell'analisi e della valutazione e gli output del riesame di direzione. Nella nuova norma questo requisito è integrato direttamente nel punto 10.1, creando un collegamento esplicito tra le attività di valutazione delle prestazioni del capitolo 9 e le azioni di miglioramento, tutto dentro lo stesso requisito. Se il vostro riesame di direzione produce decisioni che non diventano mai azioni di miglioramento, questo è il punto della norma che d'ora in poi ve lo contesterà.
Cambia anche l'elenco delle azioni di miglioramento: al punto a) viene aggiunta la parola "processi", specificando che il miglioramento deve riguardare anche le modalità operative interne, mentre il vecchio punto c) sul miglioramento delle prestazioni e dell'efficacia del sistema viene rimosso dall'elenco, perché è diventato l'obiettivo dell'intero requisito.
Infine la nota informativa. Dagli esempi di miglioramento vengono rimossi i riferimenti alle correzioni, alle azioni correttive e al miglioramento continuo: le prime due sono trattate nel punto 10.2, il terzo è ora l'argomento principale del punto 10.1 e non più un semplice esempio.
Le differenze tra i due capitoli non sono affatto formali, ma sostanziali e strutturali, pur senza aggiungere quasi nulla in termini di obblighi concreti. È un caso raro e istruttivo: una riorganizzazione che cambia il significato senza cambiare gli adempimenti.
Trovate il commento al punto 10.1 della ISO 9001:2026 qui.
Paragrafo 10.2 - Non conformità e azioni correttive
I requisiti del punto 10.2 sono sostanzialmente identici nelle due edizioni. Le poche differenze sono di natura formale e non introducono nuovi obblighi: l'obiettivo del punto resta definire un processo strutturato per reagire a una non conformità, analizzarne le cause per evitare che si ripeta e documentare le azioni intraprese.
Troviamo solo la modifica terminologica che si allinea alla struttura armonizzata, già vista in altri punti. L'intento pratico non cambia: servono registrazioni che diano evidenza della gestione delle non conformità e delle azioni correttive.
Trovate il commento al punto 10.2 della ISO 9001:2026 qui.
Conclusioni
Con questo capitolo si chiude il percorso attraverso la ISO 9001:2026. Se volete il quadro d'insieme delle novità e le date della transizione, li trovate nella pagina dedicata alla ISO 9001:2026; se invece vi interessa capire come si è arrivati a questa revisione, la ricostruzione è nella cronaca della revisione anticipata.
Una cosa la segnaliamo perché tornerà utile a chi deve pianificare la transizione: il capitolo 10 è quello in cui le organizzazioni troveranno meno adempimenti nuovi e più lavoro da fare. Non perché la norma chieda di più, ma perché chiede la stessa cosa in un ordine che rende visibile ciò che prima poteva restare implicito. Un sistema che raccoglie dati, li analizza, li porta in riesame e poi non produce miglioramento era già fuori norma nel 2015. Ora è semplicemente più difficile non accorgersene.