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IL PENSIERO DEL PRINCIPIO PRIMO

Conoscete questo modello mentale utilizzato per smontare i problemi complessi e generare soluzioni originali?

Il pensiero del principio primo

Il "pensiero del principio primo" (in inglese, First Principles Thinking) è un modello mentale utilizzato per smontare problemi complessi e generare soluzioni originali. Invece di basarsi su analogie, convenzioni o su "come le cose sono sempre state fatte", questo approccio consiste nel scomporre un'idea o un problema nelle sue verità fondamentali e indiscutibili (i "principi primi") e poi ricostruire da zero una soluzione basata su di esse.

La differenza tra principio primo e analogia

La maggior parte delle persone, nella vita di tutti i giorni, ragiona per analogia, basando le decisioni e il pensiero su esperienze passate, su ciò che fanno gli altri o su soluzioni già esistenti.

  • ragionamento per analogia: "Il mio concorrente ha lanciato una campagna su TikTok, quindi dovrei farlo anche io"
  • ragionamento per principi primi: "Voglio raggiungere più clienti. Domanda: qual è la verità fondamentale? Che devo comunicare il valore del mio prodotto a un pubblico specifico. Domanda: Chi è questo pubblico? Dove trascorre il suo tempo? Qual è il modo più diretto ed efficace per raggiungerlo con il mio messaggio e il mio budget? Forse è TikTok, ma forse è una newsletter, o forse sono eventi locali"

Il processo si articola generalmente in tre fasi:

Fase 1: identificare e scomporre le proprie convinzioni - prendete un problema o un obiettivo. Iniziate a porre domande per arrivare al nucleo della questione, sfidando ogni presupposto. La domanda chiave è "Perché?", ripetuta più volte come farebbe un bambino.

  • Obiettivo: "Voglio mettermi in forma"
  • Presupposto: "Per mettermi in forma, devo iscrivermi in una palestra costosa"
  • Domanda: "Perché devo iscrivermi in palestra?"
  • Risposta: "Perché lì ci sono gli attrezzi"
  • Domanda: "Perché ho bisogno di quegli attrezzi specifici? Di cosa ho bisogno fondamentalmente per mettermi in forma?"
  • Risposta (principio primo): "Ho bisogno di resistenza per stimolare i muscoli (tensione muscolare) e di un deficit calorico"

Fase 2: isolare i principi fondamentali - alla fine del processo di scomposizione, vi rimarranno alcune verità elementari che non possono essere ulteriormente suddivise. Nel nostro esempio:

  1. il corpo ha bisogno di stimoli fisici (tensione) per costruire muscoli
  2. il corpo ha bisogno di bruciare più calorie di quante ne assume per perdere grasso

Fase 3: ricostruire una nuova soluzione da zero - partendo da questi principi fondamentali, ora possiamo costruire una soluzione ottimizzata per noi, libera da preconcetti.

  • "Ok, se ho bisogno di tensione muscolare, posso ottenerla con esercizi a corpo libero a casa? Con degli elastici di resistenza che costano 20€? Correndo al parco? Sì. Se ho bisogno di un deficit calorico, posso ottenerlo modificando la mia dieta? Sì"
  • Nuova soluzione: Invece di pagare qualche centinaio di euro all'anno per una palestra che forse non useremo, possiamo creare un programma di allenamento a casa a costo quasi zero e concentrarci sulla nutrizione, ottenendo risultati simili

Un esempio per i quality manager

Il problema: in un'azienda che produce componenti meccanici, si verifica per la terza volta in sei mesi una non conformità: un lotto del prodotto X è stato trattato termicamente con il ciclo destinato al prodotto Y. I due cicli sono simili ma differiscono per temperatura e durata e questo rende il lotto X non conforme e da scartare.

Approccio 1: ragionamento per analogia

Questo è ciò che accade nella maggior parte delle organizzazioni.

  1. si identifica il problema: l'operatore del forno, Piero, ha impostato il ciclo sbagliato
  2. si avvia un'azione correttiva immediata: il lotto non conforme viene segregato e si avvia la procedura di gestione del materiale non conforme
  3. si fa un'analisi delle cause che, però, resta in superficie:
    • Qual è il problema? Ciclo termico sbagliato.
    • Perché è successo? Piero ha selezionato il programma "Ciclo Y" invece di "Ciclo X".
    • Causa identificata: "Errore dell'operatore"
  4. azione correttiva proposta:
    • richiamo verbale a Piero per "maggior attenzione"
    • formazione generica di 1 ora a tutti gli operatori del forno: "Leggete con attenzione l'ordine di produzione prima di selezionare il ciclo"
    • aggiunta di un cartello sul forno: "ATTENZIONE! Verificare sempre il ciclo corretto!"
  5. risultato: il problema è stato temporaneamente "risolto". La non conformità viene chiusa. Tre mesi dopo, l'errore si ripete, magari con un altro operatore o con lo stesso, durante un turno di notte particolarmente impegnativo

Approccio 2: pensiero del principio primo

Il responsabile qualità decide di fermarsi e di smontare il problema nelle sue componenti.

Fase 1: scomporre il problema

Il quality manager non si accontenta di "errore dell'operatore". Inizia a chiedere "perché" in modo sistematico.

  • Problema: un lotto è stato trattato con il ciclo sbagliato.
  • Presupposto da sfidare: "La colpa è dell'operatore che non è stato attento".
  • Domanda: "Perché l'operatore ha selezionato il ciclo sbagliato?"
  • Risposta: "Perché ha digitato 'Ciclo Y' sul pannello di controllo invece di 'Ciclo X".
  • Domanda: "Perché il sistema permette a un operatore di selezionare manualmente un ciclo da una lista? Com'è fatta questa lista?"
  • Risposta: "Sul pannello touch screen c'è un elenco di 25 cicli con nomi simili: 'Ciclo X', 'Ciclo X-2', 'Ciclo Y', 'Ciclo Z'... L'operatore scorre la lista e seleziona quello che legge sull'ordine di produzione".
  • Domanda: "Perché la selezione si basa sulla memoria e sull'attenzione di una persona che deve leggere un codice su un foglio e poi trovarlo in una lunga lista su uno schermo, magari con i guanti e in un ambiente rumoroso?"
  • Risposta: "Perché il forno è stato programmato così quando è stato installato 10 anni fa. È sempre stato fatto così"
  • Domanda: "Qual è la verità fondamentale che dobbiamo garantire qui? Qual è lo scopo ultimo di questo processo?"
  • Risposta: "Lo scopo è garantire che ogni lotto riceva il trattamento termico esatto richiesto dalle sue specifiche, senza possibilità di errore, per assicurarne le proprietà meccaniche"
Fase 2: isolare i principi fondamentali

Dall'analisi emergono alcune verità indiscutibili:

  1. l'essere umano commette errori, specialmente in compiti ripetitivi e quando l'interfaccia non è ottimale (liste lunghe, nomi simili). Basare un processo critico sulla sola attenzione umana è intrinsecamente fragile
  2. L'informazione sul ciclo corretto esiste già ed è scritta sull'ordine di produzione che accompagna il lotto
  3. Il forno è una macchina controllata da un computer che esegue un programma
  4. La tecnologia per evitare errori di selezione manuale esiste ed è a basso costo (es. codici a barre, QR code)
Fase 3: ricostruire una nuova soluzione da zero

Partendo da questi principi, il responsabile qualità ignora la vecchia soluzione ("formare l'operatore") e ne costruisce una nuova, a prova di errore.

  • "Dato che l'informazione corretta è sull'ordine di produzione e non posso fare affidamento sulla selezione manuale, come posso legare queste due cose in modo automatico?"
  • Soluzione proposta (Poka-Yoke):
    1. stampare un QR code univoco su ogni ordine di produzione. Questo QR code contiene, tra le altre informazioni, il nome esatto del programma del ciclo termico richiesto (es. "Ciclo_X_Rev2").
    2. installare un semplice lettore di QR code da 50€ collegato al pannello di controllo del forno.
    3. modificare il software del forno: l'operatore non può più selezionare manualmente il ciclo da una lista. L'unica opzione è "Scansiona ordine di produzione".
    4. Quando l'operatore scansiona il QR code, il computer del forno legge il programma richiesto e lo carica automaticamente. L'operatore deve solo premere "Avvia".

Risultato finale a confronto

  • approccio per analogia: ha portato a un ciclo di colpevolizzazione, frustrazione e costi. Ha "risolto" l'evento, ma non il problema nel sistema.
  • approccio del principio primo: ha eliminato completamente la possibilità che quell'errore specifico si verifichi di nuovo, indipendentemente dall'operatore, dal suo livello di stanchezza o di attenzione. Ha migliorato il sistema, rendendolo più resiliente. Questo è il vero cuore della gestione della qualità.
PER SAPERNE DI PIÙ:
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