COSA SIGNIFICA IMPARARE PER BRIAN HERBERT
Secondo Brian Herbert, la capacità di imparare, l'abilità che esercitiamo nel farlo e la volontà che ci mettiamo appartengono ad ambiti diversi che raccontano molto di noi
Nella citazione di Brian Herbert, "La capacità di imparare è un dono; l'abilità di imparare è una competenza; la volontà di imparare è una scelta" si evidenzia un aspetto fondamentale del percorso di apprendimento: la responsabilità. Herbert, infatti, riconosce che abbiamo il potere di decidere come interagire con le opportunità di apprendimento.
Riconoscere che l'apprendimento è una scelta ci dà il potere di assumerci la responsabilità della nostra crescita personale e professionale e sposta la prospettiva dall'essere destinatari passivi di conoscenza a diventare attivi nel plasmare la nostra crescita.
Gli aspetti più importanti della scelta dell'apprendimento sono:
- la motivazione intrinseca che, guidata dalla curiosità e da un genuino desiderio di imparare, alimenta la volontà di scegliere l'apprendimento. Si tratta di trovare gioia e uno scopo nel processo di acquisizione di conoscenze e competenze
- l'apprendimento richiede anche impegno, concentrazione e perseveranza. Scegliere di imparare implica l'impegno a dedicare tempo ed energia, anche quando ci si trova di fronte a distrazioni o sfide, al nostro obiettivo
- definire obiettivi realistici e raggiungibili aiuta a mantenere la motivazione e fornisce un senso di realizzazione nel processo di apprendimento
- scegliere di imparare non significa farlo da soli. Cercare la guida di mentori, insegnanti o colleghi può fornire un prezioso supporto e anche un po' di incoraggiamento
La predisposizione naturale rappresenta il punto di partenza nel viaggio dell'apprendimento. Ogni individuo nasce con specifiche inclinazioni che influenzano il modo in cui acquisisce e processa le informazioni. Questa "dotazione iniziale" si manifesta attraverso diversi aspetti:
- la plasticità cerebrale innata determina la velocità con cui creiamo nuove connessioni neurali. Alcuni individui mostrano una maggiore facilità nell'acquisire determinate tipologie di conoscenze, che si tratti di lingue straniere, concetti matematici o abilità artistiche. Questa predisposizione naturale non è tuttavia un destino immutabile, ma un terreno fertile da coltivare
- il background genetico influenza anche il nostro stile cognitivo preferenziale: alcuni apprendono meglio attraverso stimoli visivi, altri attraverso l'ascolto o l'esperienza pratica. Questa varietà di predisposizioni naturali riflette la ricchezza della diversità umana nell'apprendimento
La trasformazione del potenziale innato in competenza concreta richiede lo sviluppo di metodologie strutturate. Questo processo implica la costruzione di un kit personale di strategie di apprendimento. L'acquisizione di tecniche efficaci passa attraverso la sperimentazione e la personalizzazione dei metodi di studio. Le strategie metacognitive permettono di monitorare e ottimizzare il proprio apprendimento, mentre le tecniche di elaborazione attiva dell'informazione favoriscono una comprensione profonda e duratura.
La competenza nell'apprendere si sviluppa attraverso la pratica deliberata, che implica:
- l'identificazione dei propri punti di forza e debolezza
- la sperimentazione di diverse metodologie
- l'adattamento delle strategie in base ai feedback
- la costruzione di routine di studio efficaci
I sistemi di gestione possono darci una mano nel promuovere questa capacità attraverso i programmi di formazione che insegnano nuove competenze, alle opportunità di tutoraggio che abbinano dipendenti esperti a quelli più nuovi per facilitare il trasferimento di conoscenze e alla creazione di piattaforme di condivisione della conoscenza come database interni, forum, ecc.i in cui i dipendenti possono condividere competenze e best practice. ne abbiamo parlato molte volte su QualitiAmo.
La volontà di apprendere rappresenta l'elemento catalizzatore che attiva e sostiene il processo di apprendimento. La motivazione intrinseca, in particolare, emerge come fattore determinante per il successo a lungo termine: La scelta consapevole di apprendere si manifesta attraverso l'impegno costante e la perseveranza di fronte alle difficoltà. La motivazione intrinseca si nutre di curiosità autentica, desiderio di padronanza e allineamento con i propri valori e obiettivi personali.
Gli elementi chiave della motivazione intrinseca includono:
- l'autonomia nella scelta degli obiettivi di apprendimento
- il senso di competenza che deriva dal progresso graduale
- la connessione tra l'apprendimento e i propri interessi profondi
- la resilienza necessaria per superare gli ostacoli
L'efficacia dell'apprendimento emerge dall'interazione sinergica tra questi tre elementi. La predisposizione naturale fornisce il terreno iniziale, le competenze acquisite permettono di coltivarlo efficacemente, mentre la motivazione intrinseca fornisce l'energia necessaria per sostenere lo sforzo nel tempo.
La comprensione di questi tre elementi ha importanti implicazioni pratiche per chiunque sia impegnato in un percorso di apprendimento:
- riconoscere le proprie predisposizioni naturali permette di sfruttarle come punto di forza, senza considerarle limiti invalicabili
- investire nello sviluppo di competenze metodologiche crea una base solida per l'apprendimento continuo
- coltivare la motivazione intrinseca attraverso la connessione con i propri interessi e valori sostiene l'impegno nel lungo periodo
Guida pratica per sviluppare un apprendimento efficace
Per riuscire a imparare nel migliore dei modi, possiamo:
- rielaborare le informazioni con parole nostre
- creare mappe mentali per collegare i concetti
- insegnare ad altri ciò che abbiamo appreso
- fare domande sul materiale e cercare di rispondere
- combinare diverse modalità di studio: visiva, uditiva, cinestetica
- stabilire dei premi per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento
- creare un sistema di tracking dei progressi
- circondarci di persone che supportano il nostro percorso di apprendimento
- tenere un diario dell'apprendimento
Per riuscire meglio nel processo di apprendimento possiamo analizzare le attività in cui eccelliamo naturalmente, identificare ciò che ci appassiona e ci dà energia, osservare in quali situazioni le persone cercano il nostro aiuto, riflettere sui complimenti ricevuti più frequentemente.
Il percorso di crescita personale è unico per ciascuno di noi. Non esiste un approccio universale ma un processo di scoperta e adattamento continuo che porta a risultati sempre migliori.
Qualche esercizio pratico
Mappa delle competenze naturali
Completa queste frasi:
- "Sin da piccolo, ho sempre avuto facilità nel..."
- "Le persone mi chiedono spesso aiuto per..."
- "Quando devo risolvere un problema, d'istinto io..."
- "Mi viene naturale capire/fare..."
- "Perdo la cognizione del tempo quando..."
La linea del tempo
- Disegnate una linea temporale degli ultimi 5 anni
- Segnate i momenti di maggior successo
- Per ogni successo, analizzate:
- Quali capacità naturali avete utilizzato
- Cosa vi è venuto spontaneo fare
- Quali ostacoli avete superato facilmente
Le energie quotidiane
Monitorate per 10 giorni:
- il vostro livello di energia durante le diverse attività (scala 1-10)
- il grado di coinvolgimento mentale
- la facilità di concentrazione
- il senso di soddisfazione alla fine
La ruota dell'apprendimento
Disegnate un cerchio diviso in 8 spicchi, rappresentando:
- Lettura
- Ascolto
- Visione
- Discussione
- Pratica
- Insegnamento
- Scrittura
- Riflessione
Per ogni spicchio, valutate da 1-10:
- quanto vi sentite a vostro agio
- quanto è efficace per il vostro apprendimento
I dubbi più comuni
Come sempre, eccovi le domande più frequenti sul tema dell'apprendimento, con le relative risposte.
D: Come facciamo a capire quali sono i nostri talenti naturali? R: Osservate le attività in cui perdete la cognizione del tempo, le cose che fate con facilità e naturalezza, e chiedete feedback a chi vi conosce bene.
D: Il talento naturale è più importante dell'impegno? R: No, il talento è solo il punto di partenza. L'impegno costante e la pratica deliberata sono i fattori determinanti per il successo a lungo termine.
D: Come si mantiene la motivazione quando i risultati tardano ad arrivare? R: Concentratevi sui piccoli progressi quotidiani, celebrate le piccole vittorie e mantenete chiaro il vostro "perché" più profondo.
D: È possibile sviluppare competenze in aree dove non si ha predisposizione naturale? R: Assolutamente sì. Con le giuste strategie, persistenza e un approccio strutturato, si possono sviluppare competenze in qualsiasi area.
D: Come si riconosce se la propria difficoltà deriva da mancanza di talento o di metodo? R: Sperimentate diversi approcci e metodi di apprendimento. Se con il giusto metodo vedete progressi, probabilmente era una questione di strategia.
D: A che età è troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo? R: Non è mai troppo tardi. Il cervello mantiene la sua plasticità per tutta la vita, permettendo sempre di imparare.
D: La volontà di imparare può essere coltivata o è innata? R: La volontà può essere sviluppata collegando l'apprendimento ai propri interessi e obiettivi personali e creando un ambiente che la supporti.
D: Come si supera il blocco dell'apprendimento? R: Scomponendo l'obiettivo in parti più piccole, cambiando approccio quando necessario e cercando supporto quando serve
D: Come si bilancia l'apprendimento con gli altri impegni quotidiani? R: Creando routine sostenibili, utilizzando tecniche come il microlearning e integrando l'apprendimento nelle attività quotidiane.
D: Come si mantiene l'entusiasmo iniziale? R: Connettendo l'apprendimento a obiettivi significativi, variando le attività e celebrando i progressi, anche piccoli.
I campioni dello sport e un film
In "Open", Agassi offre una prospettiva sorprendentemente cruda e complessa sul rapporto tra talento e disciplina nel tennis professionale, rivelando di aver odiato il tennis per gran parte della sua vita.
Il suo talento naturale era stato precocemente identificato dal padre che aveva costruito una macchina spara-palline per allenarlo sin da piccolissimo. In questo modo, il dono naturale era diventato una sorta di "condanna" che lo aveva privato di un'infanzia normale.
Inizialmente, la disciplina gli venne imposta dal padre in modo quasi militare (Agassi racconta di aver colpito oltre un milione di palline all'anno durante la sua infanzia); solo dopo una profonda crisi personale e professionale riscoprì una disciplina per scelta consapevole.
Anche Michael Jordan è emblematico della relazione tra talento naturale e dedizione ossessiva al miglioramento. Quando non venne selezionato per la squadra di basket del suo liceo, sviluppò una dedizione maniacale all'allenamento alzandosi alle 6 del mattino per allenarsi prima della scuola, arrivando sempre primo agli allenamenti e andando via per ultimo. In questo modo, riuscì a trasformare ogni sua debolezza in un punto di forza (sono famose le sue sessioni di tiro dopo ogni partita, anche dopo le finali NBA).
Jordan fu capace di trasformare ogni critica o dubbio in una motivazione personale e di creare "nemici immaginari" per mantenere alta la motivazione.
E cosa dire della famosa scena di "Karate Kid" in cui il maestro Miyagi utilizza l'attività di lucidare le auto come metafora per insegnare i movimenti di base del karate a Daniel LaRusso?