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QualitiAmo - Alberto Moderatore

Registrato: 10/11/09 10:26 Messaggi: 4567
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Inviato: Mer Set 07, 2011 11:22 am Oggetto: Imparare a gestirci |
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Vi riporto questa bella introduzione di Umberto Bertelè che apre il libro "Gestire se stessi" di Peter Drucker.
Mi sembra contenga qualche spunto utile a tutti.
"Uomo conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli dei", era scritto sul tempio dell'Oracolo di Delfi.
La maggior parte di noi, anche chi non è dotato di particolari talenti, deve imparare a gestire se stesso, a sviluppare le proprie capacità e a collocarsi là dove può apportare il maggior contributo, sostiene Drucker in "Gestire se stessi", articolo tra i più noti della letteratura manageriale mondiale.
Le carriere di successo non vengono pianificate; si sviluppano quando gli individui sono pronti a cogliere le opportunità perché conoscono i propri punti diforza, il proprio metodo di lavoro e i propri valori,e quindi innanzitutto dobbiamo conoscere i nostri punti di forza.
Per conoscerli non possiamo fidarci delle nostre sensazioni e delle nostre passioni, ma dobbiamo - con estrema razionalità - scoprire il nostro potenziale tramite l'analisi del feedback: confrontare cioè i risultati effettivi delle nostre decisioni e delle nostre azioni con quelli che volevamo perseguire.
E' un Drucker novantenne l'autore di questo pezzo di bravura, che vuole lasciare ai giovani, a quelli di talento ma non solo, consigli utili a non perdersi per strada e a saper valorizzare se stessi.
E' un Drucker che probabilmente non ha più la motivazione di accrescere la sua fama nel mondo del management, scienza o arte che aveva contribuito a creare, ma che vuole utilizzare - a favore degli individui - strumenti concettuali messi a punto per le imprese.
Lo schema di analisi proposto può sembrare talora tagliato con l'accetta e molti consigli possono apparire ispirati al buon senso. Ma, come spesso accade quando si ha a che fare con le teorie organizzative, il tutto assume valore per come le diverse considerazioni sono legate fra loro e contribuiscono a formare un quadro coerente e convincente, a forte impatto (anche per la perizia dell'autore-scrittore) su chi legge.
L'articolo è denso di stimoli, ma di particolare interesse mi sembra la sollecitazione a evitare l'autoreferenzialità: ad abbandonare, cioè, quella convinzione, che troppo spesso alberga nel nostro intimo, di sapere giudicare noi stessi con la stessa freddezza con cui giudichiamo gli altri. |
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