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Autore Messaggio
Stregone
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MessaggioInviato: Mer Gen 15, 2014 11:51 am    Oggetto: Rispondi citando

scusatemi, io torno un attimo sul discorso per il quale avevo aperto la discussione... e a questo punto mi viene da chiedermi, ci sono dei requisiti fondamentali che determinano gli indicatori base da analizzare in un riesame o si valuta azienda per azienda...? l'analisi ad esempio dei PPM per intenderci viene richiesta anche da molti clienti automotive... quindi rimango un attimo perplesso...
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massimobolla
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MessaggioInviato: Mer Gen 15, 2014 4:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Stregone ha scritto:
scusatemi, io torno un attimo sul discorso per il quale avevo aperto la discussione... e a questo punto mi viene da chiedermi, ci sono dei requisiti fondamentali che determinano gli indicatori base da analizzare in un riesame o si valuta azienda per azienda...? l'analisi ad esempio dei PPM per intenderci viene richiesta anche da molti clienti automotive... quindi rimango un attimo perplesso...


Ciao, tutte le aziende del settore automotive ragionano in PPM.
Dovresti avere, per ogni articolo, un target PPM definito dal cliente e, a tua volta, dovresti definire e comunicare il target ai fornitori tenendo conto dei vari processi che eseguono.

E' matematico che se il cliente accetta 200 PPM e tu hai 2 processi esterni, non puoi dare ad ognuno target 200 e qui iniziano i problemi che puoi superare con la logica e la collaborazione.

Di solito ho trovato totalmente inutile fare indici PPM per cliente o aziendali proprio perché ogni articolo aveva target diversi.

Detto questo, per ogni processo che ritieni importante deve avere degli obiettivi e, se vuoi avere un po' di credito dal titolare, prova, ove possibile, ad utilizzare come unità di misura l'euro.

"Capo abbiamo avuto 4 scarti" fa un certo effetto, "Capo hai buttato nel wc 20.000 €" ne fa un altro.

Vedrai però che l'espressione facciale del capo sarà del tipo... "lo so che abbiamo speso un sacco di soldi, non ho bisogno di te per saperlo, ma è colpa di quei clienti idioti che non sanno che problemi abbiamo noi!!!"
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Massimo Bolla
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massimobolla
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MessaggioInviato: Mer Gen 15, 2014 9:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

sly_1982 ha scritto:
Ciao Massimo.
Condivido in pieno quello che dici ... Purtroppo è dal 2009 che sto cercando di andarmene da qui, come tutti gli altri. E' un'azienda di medie dimensioni, che ...


Ciao Sly, sono stato il primo in Italia ad utilizzare tecniche avanzate di marketing alla qualità (in effetti ho avuto il grandissimo c... di lavorare molto con un guru mondiale che mi ha cambiato il modo di vedere le cose).
Quello che con successo riusciamo a fare è trasformare un RQ che deve vivere in aziende decotte e "poco aziende", in persone che hanno un valore ed una importanza ben diversa.
E' una situazione che ho vissuto anch'io in passato, mortificante e demotivante, sia da dipendente che da consulente e che ho voluto cambiare a tutti i costi.

Questo permette, ovviamente, anche di trovare lavoro più facilmente e per un motivo molto semplice: ti differenzi dagli altri perché sai fare cose che hanno valore per l'azienda, che gli altri non sanno fare e che puoi dimostrare di saper fare.

Se ti fa piacere metto a disposizione tua e di chi altro sia interessato, su questo forum, alcune delle tecniche che utilizzo ed insegno alle aziende ed ai RQ per cambiare le carte in tavola. Credo che questa non sia la discussione giusta, ma se ne apri un'altra che riguarda la crescita degli RQ, credo che a breve rimarrai sorpreso dei risultati e di trovare qui gratis ciò che non trovi altrove nemmeno a pagamento.

Fammi sapere
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Massimo Bolla
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sly_1982
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MessaggioInviato: Gio Gen 16, 2014 8:36 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Massimo.
Grazie per la disponibilità. Attualmente non saprei da che parte cominciare, perchè la formazione di base me la sono fatta da solo con libri e riviste sull'argomento, internet, con qualche anno di esperienza, con qualche successo, con i miei errori e le mie brutte figure, ...diciamo che qui sul forum mi sono reso conto da alcuni anni (sono 2 anni circa che ci bazzico e che mi sta dando tanto) che c'è tutto un mondo, e che ne conoscevo tipo un 1%.

Sono qui per dare una mano, ma sicuramente ho molto di più da imparare che da dare.

Vi leggo sempre tutti, soprattutto tu, Paolo, Stefania, MikiMarru, Dario... in particolare con i vostri racconti di esperienza, ...tante volte si impara di più da un racconto di vita che da un buon libro o da qualche pseudo-corso teorico. (Non abbiatene a male se non ho messo tutti i nomi, ma da tutti ho avuto modo di imparare qualcosa.)

Grazie ancora.

Buona giornata.
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"La libertà più grande che ho guadagnato è quella di non preoccuparmi più di cosa accadrà domani, perchè sono felice di ciò che ho fatto oggi." - E.Snowden
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QualitiAmo - Stefania
Moderatore


Registrato: 16/09/07 18:37
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MessaggioInviato: Gio Gen 16, 2014 9:32 am    Oggetto: Rispondi citando

massimobolla ha scritto:
è trasformare un RQ che deve vivere in aziende decotte e "poco aziende", in persone che hanno un valore ed una importanza ben diversa.


A me interessa. Apro subito una nuova discussione.

Sono curiosa e voglio vedere quali novità del marketing potrebbero fornire valore aggiunto alla figura del Responsabile Qualità e metterlo in grado di ricoprire al meglio questo ruolo.

Che sono scettica sull'argomento lo hai già capito perché non l'ho mai nascosto, nemmeno quando abbiamo avuto conversazioni simili in passato, ma ti prometto che proverò a mettere da parte le mie perplessità per leggerti con grande attenzione. annuisce1
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Finn_74
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MessaggioInviato: Gio Gen 16, 2014 12:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

sly_1982 ha scritto:
Ciao Massimo.
Grazie per la disponibilità. Attualmente non saprei da che parte cominciare, perchè la formazione di base me la sono fatta da solo con libri e riviste sull'argomento, internet, con qualche anno di esperienza, con qualche successo, con i miei errori e le mie brutte figure, ...diciamo che qui sul forum mi sono reso conto da alcuni anni (sono 2 anni circa che ci bazzico e che mi sta dando tanto) che c'è tutto un mondo, e che ne conoscevo tipo un 1%.

Sono qui per dare una mano, ma sicuramente ho molto di più da imparare che da dare.

Vi leggo sempre tutti, soprattutto tu, Paolo, Stefania, MikiMarru, Dario... in particolare con i vostri racconti di esperienza, ...tante volte si impara di più da un racconto di vita che da un buon libro o da qualche pseudo-corso teorico. (Non abbiatene a male se non ho messo tutti i nomi, ma da tutti ho avuto modo di imparare qualcosa.)

Grazie ancora.

Buona giornata.


Caro Sly, se ti consola non sei solo.....anche io quel poco che so ( se tu sai l'1% mi sa che io so lo 0.5% ) l'ho imparato da solo leggendo e documentandomi ( con fasi alterne di voglia ed entuisiasmo ), affrontando i problemi nuovi che mi si proponevano oppure grazie alla pazienza e cortesia di alcuni "colleghi" di altre aziende che mi hanno insegnato e spiegato alcune cose.
Come ho già detto in passato non ho mai ricevuto nessun tipo di formazione e mi sono dovuto arrangiare ed improvvisare da solo come potevo.
Anche io da quando sono entrato quì dentro ho scoperto di non sapere praticamente nulla...e se da un lato è deprimente dall'altro è anche affascinante e stimolante.
Soprattuto lo è leggere la passione con cui raccontano ma soprattutto vivono questo lavoro persone come stefania, alberto, paolo e molti altri ( mi scuso se salto qualcuno ma non ricordo i nomi di tutti ) e vi assicuro che non è una leccata di BEEP perchè si vede proprio che amate ciò che fate...anche per il modo con cui lo difendete.
In ogni, scusate la deviazione dal discorso, temo Sly che non siamo solo io e te ma molti altri....
ha ragione massimo, perfettamente e tristemente ragione, tante aziende italiane non hanno mai investito in innovazione, formazione...sono rimaste sedute a guardare il mondo che scorreva ed i risultati si vedono bene.
Ed è triste...e deprimente.

Per massimo : sono anch'io molto curiso di leggere cosa hai da raccontarci e spiegarci.
Al di là delle differenze di opinini ( vedi discroso del profilare Smile ) quel che scrivi e dici non è mai banale e scontato ed anche tu dimostri molta passione in quel che fai e lo dimostra il fatto che vuoi condividerla 8 sinonimo di intelligneza visto che molti invece le cose se le tengono per se pensando che così sono insostituibili ).
Sono quì per imparare prima di tutto e passare magari dal mio 0.5 % a qualcosa di più Smile
Quindi ben lieto di leggerti.
Oltretutto un'opione ed un pusto di vista di un imprenditore e quindi diverso da quello di un dipendente o consulente è motlo utile.
Io provo sempre a mettermi nei panni degli altri, cercare di capire cosa vorrebbero, che problemi incontrano ma non è sempre facile perchè spesso mancano le informazioni per farlo e le nozioni per capirlo.
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massimobolla
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MessaggioInviato: Gio Gen 16, 2014 7:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vi saluto e vi aspetto sulla nuova discussione aperta da Stefania.

Vi dico solo una cosa: gli errori e gli insuccessi li vivono tutti ed è proprio da questi che impari, basta avere la volontà di analizzarli (non fate così anche per le non conformità?)

Provate a riflettere su questo (non voglio risposte, ma solo stuzzicare la vostra fantasia): cosa vi insegna un titolare che non apprezza una vostra proposta?

Io ho una mia teoria e credo che vi insegni due cose:

1. Che per quanto vi riteniate e dichiarate bravi e volonterosi non siete riconosciuti come autorevoli e non siete diversi da tanti altri con cui lui ha già avuto a che fare
2. Che probabilmente pensate di andare bene per gestire il sistema qualità di qualsiasi azienda esista

Provate a pensarci, servirà per la nostra discussione.
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Massimo Bolla
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Finn_74
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MessaggioInviato: Ven Gen 17, 2014 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certamente...gli errori e gli insuccessi fanno parte della vita di chiunque, non solo lavorativa, e sono occasioni valide per migliorarsi se le si sa sfruttare appieno.
La vita ci insegna di continuo cose nuove, sia nei nostri successi che negli insuccessi.

Un titolare che non accetta una mia proposta mi può insegnare molte cose diverse...ad esempio che forse la mia proposta non è consona alle sue ideee e quindi devo cercare di capire cosa vuole...oppure che semplicemente che era sbagliata e non em en sono reso conto.
Anche quello che hai detto tu..ma non necessariamente solo quello
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MikiMarru
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MessaggioInviato: Ven Gen 17, 2014 4:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

massimobolla ha scritto:

Proponimi una metodologia diversa che mi permetta di fare un riesame utile all'azienda, logico, semplice e formalmente in regola per il valutatore. Provaci.
Io ho una mia idea e se vuoi poi la confrontiamo.


La premessa - scontata - è che le modalità siano da tarare in funzione della realtà aziendale,
Detto questo, partiamo dall'ipotesi che hai fatto in modo da dare una possibile risposta specifica:
"i riesami ne ho fatti 300 parziali distribuiti nell'anno e non posso ricordare tutto, ..... Se avevo un obiettivo da raggiungere a giugno, aspetto a dicembre a riesaminare?"
Immagino che questi riesami siano documentati in qualche modo: appunti su un report, su una stampa, sull'agenda, su un blocco per appunti, in un file informatico.
Sappiamo che non importa come, l'importante è che sia tracciato al minimo:cosa è stato esaminato e le decisioni che ne sono scaturite.
Se questo c'è, propongo una tabella con elencati per riga gli elementi richiesti dalla norma, ogni volta che ne riesamino alcuni metto una colonna in parte dove li spunto (o contrassegno), ed aggiungo un riferimento al documento/ ai documenti dove ciò è documentato.
L'elenco può proseguire con tutto ciò che la persona in questione ritiene necessario tracciare.
In audit con l'ente si mostra la tabella compilata e si fornisce l'accesso ai documenti citati.
A presto
_________________
Credo fermamente nel detto: "Non ti do il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla, perché tu possa pescare da solo". E' possibile che la mia risposta sia da intendere in tal senso.
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MikiMarru
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MessaggioInviato: Lun Gen 20, 2014 1:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

@ massimobolla

Ti è possibile darmi un feedback sulla proposta? Mi interessa la tua opinione, e/o una tua soluzione .
Grazie
Michele
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massimobolla
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MessaggioInviato: Ven Feb 07, 2014 9:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Miki, ho visto solo ora il tuo post e mi scuso per non averti risposto (non ho ricevuto email di avviso). Appena termino il lavoro oggi scrivo. Scusa ancora. Massimo
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massimobolla
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MessaggioInviato: Ven Feb 07, 2014 4:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

MikiMarru ha scritto:
massimobolla ha scritto:

Proponimi una metodologia diversa che mi permetta di fare un riesame utile all'azienda, logico, semplice e formalmente in regola per il valutatore. Provaci.
Io ho una mia idea e se vuoi poi la confrontiamo.


La premessa - scontata - è che le modalità siano da tarare in funzione della realtà aziendale,
Detto questo, partiamo dall'ipotesi che hai fatto in modo da dare una possibile risposta specifica:
"i riesami ne ho fatti 300 parziali distribuiti nell'anno e non posso ricordare tutto, ..... Se avevo un obiettivo da raggiungere a giugno, aspetto a dicembre a riesaminare?"
Immagino che questi riesami siano documentati in qualche modo: appunti su un report, su una stampa, sull'agenda, su un blocco per appunti, in un file informatico.
Sappiamo che non importa come, l'importante è che sia tracciato al minimo:cosa è stato esaminato e le decisioni che ne sono scaturite.
Se questo c'è, propongo una tabella con elencati per riga gli elementi richiesti dalla norma, ogni volta che ne riesamino alcuni metto una colonna in parte dove li spunto (o contrassegno), ed aggiungo un riferimento al documento/ ai documenti dove ciò è documentato.
L'elenco può proseguire con tutto ciò che la persona in questione ritiene necessario tracciare.
In audit con l'ente si mostra la tabella compilata e si fornisce l'accesso ai documenti citati.
A presto


Ciao Michele, scusandomi ancora per il ritardo nella risposta, provo a spiegarti il mio punto di vista.
Il Riesame della Direzione, per qualunque sistema, dovrebbe essere il momento/strumento strategico più importante dell'azienda.
In realtà sai che viene visto spesso come una perdita di tempo perché l'intero sistema non ha la valenza che dovrebbe.
Io tendo ad essere concreto: una cosa o serve o non serve. Nel primo caso me ne occupo, nel secondo no e così fanno gli imprenditori che escludono ciò che ritengono inutile (tra cui il riesame).
A differenza di tante persone che pensano che basti sbandierare il vessillo della qualità per farsi ascoltare io cerco di adeguare modalità e strumenti all'ambiente in cui opero e alle persone con cui parlo.
Per questo motivo quello che ti scriverò tra poco non ha la pretesa di essere valido in tutte le occasioni, ma vuole essere solo uno spunto di riflessione.

Un riesame, come qualunque attività di controllo gestionale, dovrebbe essere effettuato con frequenza che dipende dalla criticità dei punti da verificare e dalla variabilità possibile dei risultati.
Questo vuol dire che ogni area/processo potrebbe richiedere riesami più o meno frequenti.
A me piace realizzarlo con strumenti simili al presente forum: apri una discussione (processo) e prosegui con i commenti man mano che serve. Ovviamente lo strumento deve permettere di registrare anche i risultati, i nuovi obiettivi, indicatori, azioni correttive, ecc...
La cosa che mi piace fare è legare il più possibile i momenti, anche brevi, di riesame alle valutazioni economico/finanziarie che l'azienda svolge periodicamente, ma, soprattutto, definire la frequenza di riesame di ogni area effettuando una analisi del rischio di non raggiungere i risultati.

Sembra complesso ma non lo è. Supponiamo di commentare il processo commerciale e di aver fissato un obiettivo (serio) di fatturato di X euro al trimestre.
Potrebbe venire in mente che sarebbe sufficiente allo scadere del trimestre verificare il numero, ma in realtà non è corretto. Io avrei (è solo un esempio ovviamente) valutato il rischio di non raggiungere il risultato moltiplicando probabilità e gravità di insuccesso e sulla base di tale indice avrei deciso se fare una verifica mensile o al termine del trimestre.

Adottando questa logica insieme alla tua Direzione ti accorgi subito se l'obiettivo è considerato serio e importante e, qualora lo sia, la Direzione ti farà fare o farà il monitoraggio come previsto.

Non è importante lo strumento che usi, database, Excel, o altro è importante che cerchi di rendere utile lo sforzo che fai per mantenere il sistema qualità. Spero ti esserti stato utile.

Massimo
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Massimo Bolla
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MikiMarru
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Residenza: Brescia

MessaggioInviato: Ven Feb 07, 2014 6:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tutto chiaro, grazie.
Michele
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Credo fermamente nel detto: "Non ti do il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla, perché tu possa pescare da solo". E' possibile che la mia risposta sia da intendere in tal senso.
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dario
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MessaggioInviato: Ven Feb 07, 2014 8:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Massimo e anche Michele per aver avviato quste riflessioni.
Massimo, concordo su tutto o quasi.
Mi piace comee hai spiegato il senso del riesame e come lo motivi.
Mi piace non cristallizzarsi su una formalità e adattare invece il riesame allo "stile" aziendale... se la direzione non crede alla qualità è inutile fare farse o lagnarsi, ma è meglio capire come declinare il riesame ai processi mentali dei dirigenti, adottando il loro glossario e non quello della ISO.
Mi piace anche che adatti frequenza e profondità in funzione dei processi.
Bello anche utilizzare strumenti flessibili, adattati o adattivi.

L'unica mia perplessità è sull'analisi dei rischi.
Fare un fXD (probabilità X Portata) per l'esempio del commerciale proprio non lo vedo... Probabilità di non far il fatturato? Gravità dell'insuccesso?
Se mi associ il calcolo del rischio ad altre cose ti seguo, ma sul commerciale no.
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massimobolla
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Registrato: 20/01/12 13:46
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MessaggioInviato: Sab Feb 08, 2014 3:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

dario ha scritto:
Grazie Massimo e anche Michele per aver avviato quste riflessioni.
Massimo, concordo su tutto o quasi.
Mi piace comee hai spiegato il senso del riesame e come lo motivi.
Mi piace non cristallizzarsi su una formalità e adattare invece il riesame allo "stile" aziendale... se la direzione non crede alla qualità è inutile fare farse o lagnarsi, ma è meglio capire come declinare il riesame ai processi mentali dei dirigenti, adottando il loro glossario e non quello della ISO.
Mi piace anche che adatti frequenza e profondità in funzione dei processi.
Bello anche utilizzare strumenti flessibili, adattati o adattivi.

L'unica mia perplessità è sull'analisi dei rischi.
Fare un fXD (probabilità X Portata) per l'esempio del commerciale proprio non lo vedo... Probabilità di non far il fatturato? Gravità dell'insuccesso?
Se mi associ il calcolo del rischio ad altre cose ti seguo, ma sul commerciale no.


Ciao, ho suggerito una delle modalità adottate generalmente nelle analisi di rischio, ma, come dicevo, ognuno può sbizzarrirsi.
Io suggerisco di utilizzare questi parametri perché:

1. Più è probabile che vi sia un insuccesso, più è necessario monitorare con frequenza elevata
2. Più è grave più la Direzione ci presta attenzione, se non lo è non ti darà retta

Nell'esempio che ho fatto considera che se una azienda non fattura come previsto possono ovviamente esserci danni gravissimi. Nello stesso tempo la probabilità di insuccesso possono dipendere da tanti fattori quali il mercato, gli strumenti di marketing, la concorrenza, ecc...

Ripeto, obbligando la Direzione a dichiararsi "preoccupata" o meno del raggiungimento di certi obiettivi saprò se li reputa degni di riesame e quindi di attenzione. Più è attenta più hai la possibilità di contare nelle decisioni.
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