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Dall'analisi del contesto alla determinazione dei rischi

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> La futura ISO 9001, l'attuale ISO 9001:2015 e le versioni precedenti
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Autore Messaggio
DARIO 67
Apprendista forumista


Registrato: 12/11/16 11:45
Messaggi: 42

MessaggioInviato: Dom Feb 25, 2018 2:46 pm    Oggetto: Dall'analisi del contesto alla determinazione dei rischi Rispondi citando

Gentilissimi,
sono alle prese con l'implementazione di un Sistema di Gestione per la Qualità (in realtà si tratta di un Sistema Integrato, che comprende anche standard di prodotto per la Sicurezza Alimentare).
C'è un "passaggio" che non mi è chiaro:
La nuova 9001 prevede i seguenti passaggi:
1) ANALISI DEL CONTESTO: interno ed esterno nel quale l'azienda opera;
2) Da questa analisi devo poi selezionare quali sono i fattori che possono influenzare la capacità dell'organizzazione di fornire con regolarità i propri prodotti/servizi....
QUI LA MIA DOMANDA:
Prefazione: "Siccome questi fattori sono quelli che influenzano l'indirizzo strategico dell'azienda.... E' DA QUESTI FATTORI CHE DEVONO SCATURIRE I RISCHI PER IL SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA'....rischi che poi andranno ad impattare sui "Processi aziendali".....
OK.... Ho visto alcuni lavori (fatti da altri) dove sono valutate situazioni del tipo: ANALISI DEL CONTESTO E DETERMINAZIONE DEI FATTORI "IMPATTANTI" Es. "Normativa nazionale ed internazionale"; "Entrata ed uscita di concorrenti e fornitori" e similari.... Nella identificazione dei rischi ho trovato cose come: "Rischio per la Business Continuity" (che ci può stare) , ma anche cose come "Rischio per la sicurezza delle installazioni" oppure "Prestazione non ottimale degli impianti"...... ecco la domanda....
<<Ma come faccio a "legare" I FATTORI individuati a valle dell'analisi del contesto con I RISCHI (con un criterio che non sia semplicemente "Il buon senso"?)>>
L'analisi SWOT aiuta ad identificare i "punti di forza e le debolezze (Rischi), ma all'interno dell'analisi del contesto... dunque a monte.
Esistono altri criteri (le ben note "matrici") per "quotare i rischi" ...... dunque "dopo averli identificati"..... Quello che NON RIESCO ad afferrare è il "PASSAGGIO" : DETERMINAZIONE DEI FATTORI (che possono influenzare l'indirizzo strategico dell'azienda) ------ IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI (che poi influenzano i processi (ho visto, sempre da altri lavori) che i rischi sono poi sempre legati ad i processi (e mi sembra ovvio)... ESISTE UN CRITERIO CHE MI AIUTA A FARE QUESTO "PASSAGGIO" .... o vale "l'esperienza di chi mette a punto il SGQ" ???? Grazie anticipatamente a tutti
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QualitiAmo - Stefania
Moderatore


Registrato: 16/09/07 18:37
Messaggi: 26580

MessaggioInviato: Lun Feb 26, 2018 9:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Dario. Ho visto che hai aperto due discussioni identiche in due sezioni diverse del forum e questo creava un po' di confusione. Teniamo questa, ho eliminato l'altra.
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Stefania - Staff di QualitiAmo

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MikiMarru
Come da manuale


Registrato: 21/11/07 22:34
Messaggi: 1313
Residenza: Brescia

MessaggioInviato: Lun Feb 26, 2018 11:06 am    Oggetto: Re: Dall'analisi del contesto alla determinazione dei rischi Rispondi citando

DARIO 67 ha scritto:

<<Ma come faccio a "legare" I FATTORI individuati a valle dell'analisi del contesto con I RISCHI (con un criterio che non sia semplicemente "Il buon senso"?)>>


1) Dalle necessità ed esigenze rilevanti delle parti interessate rilevanti per il SGQ emergono i requisiti del SGQ (e quindi i suoi obiettivi per la conformità)

2) Questi requisiti sono soddisfatti dagli output di alcuni dei processi (o come output finale della sequenza dei processi) - "i processi necessari", che devono "uscire" "in un certo modo" per avere la conformità ai requisiti.

3) I rischi consistono in quelle situazioni (interne o esterne) che possono "ostacolare / impedire" che quegli output siano come vogliamo-come devono essere (siano conformi ai requisiti), le opportunità sono quelle situazioni che potrebbero aiutarci a migliorare le performance.

Non c'è solo il buon senso, ma anche l'analisi dei dati, tentativi di considerazioni predittive (vedi approccio analisi SWIFT), l'intuizione, la fortuna...
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Credo fermamente nel detto: "Non ti do il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla, perché tu possa pescare da solo". E' possibile che la mia risposta sia da intendere in tal senso.
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rhox
Forumista classe "oro"


Registrato: 05/05/15 12:57
Messaggi: 2134
Residenza: Prov. Torino

MessaggioInviato: Lun Feb 26, 2018 1:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

io ho slegato le due cose. ho analizzato il contesto da una parte e poi fatto analisi dei rischi unita direttamente ad un layout del processo aziendale in cui ho legato ad ogni fase input/output/documenti/rischi/monitoraggio dei rischi dove possibile.

così mi sono tolta il problema di dover legare il contesto al resto..
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MikiMarru
Come da manuale


Registrato: 21/11/07 22:34
Messaggi: 1313
Residenza: Brescia

MessaggioInviato: Lun Feb 26, 2018 1:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

In ogni caso io utilizzo come "Faro" per non perdermi/disperdermi negli ambiti di analisi lo scopo della 9001: Conformità del prodotto/servizio ai requisiti, da mantenere nel tempo.

Poi l'unico ente che può allargare ulteriormente l'ambito è la proprietà dell'azienda, che può (se vuole), indicare anche altri aspetti che intende gesire con il SGQ.

Es: a meno che non sia pertinente nell'attività dell'azienda (es una struttura sanitaria) e quindi allo scopo del SGQ, il GDPR non ritengo necessario suggerire di considerarlo.
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DARIO 67
Apprendista forumista


Registrato: 12/11/16 11:45
Messaggi: 42

MessaggioInviato: Lun Feb 26, 2018 4:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie a tutti.
In effetti ho potuto constatare che l'azienda cliente (che ha un sistema integrato consolidato da anni) è molto concentrata sulla corretta applicazione degli standard "di prodotto", piuttosto che di sistema di gestione.
Sebbene le dimensioni aziendali siano, comunque, di un certo rilievo (più di 200 operai), la visione (e la conduzione) è ancora molto centralizzata (scrivo dal SUD!).
Alcune cose si fanno, ed anche bene, ma mi sembra ancora tutto "un pò sfilacciato".
Magari la novità del passaggio alla 9001:2015; ed il mio arrivo (come Consulente esterno) possono dare un contributo al miglioramento.
Grazie comunque a tutti per la disponibilità.
P.S. X l'Amministratore: ben fatto! avevo "postato" per errore il messaggio in una sezione "non adatta". A risentirci, sperando di "ricambiare il favore" non appena possibile.
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gibbosky
Forumista di Sicurezza


Registrato: 21/09/07 18:46
Messaggi: 1049
Residenza: Terni

MessaggioInviato: Ven Ago 30, 2019 10:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti e ben trovati.

rhox ha scritto:
io ho slegato le due cose. ho analizzato il contesto da una parte e poi fatto analisi dei rischi unita direttamente ad un layout del processo aziendale in cui ho legato ad ogni fase input/output/documenti/rischi/monitoraggio dei rischi dove possibile.

così mi sono tolta il problema di dover legare il contesto al resto..


Sono perfettamente in accordo con quanto dici.

Mappa dei processi e per ognuno di essi (e per ogni attività in essi inclusa) analisi dei rischi.

Ciao

Gibbosky
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