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Cambio lavoro, dubbi sulla scelta
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Autore Messaggio
bagaroz
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MessaggioInviato: Lun Set 23, 2019 9:54 am    Oggetto: Cambio lavoro, dubbi sulla scelta Rispondi citando

Buongiorno,
Dopo gli studi in Ingegneria Meccanica ho iniziato a lavorare nell'ufficio tecnico di un'azienda di 90 dipendenti che produce utensili da taglio integrali (soprattutto frese a candela). Negli anni ho svolto varie mansioni e dal 2017 sono diventato il responsabile di tutte le attività tecniche, sia ufficio tecnico interno sia R&D sia assistenza tecnica pre e post vendita (con trasferte world Wide) affiancate dal ruolo di responsabile qualità. Sulla carta sembra tanta roba in realtà tutte queste attività erano svolte da me ed altre 3 persone.
Negli ultimi mesi avevo maturato un po' di insofferenza perché mi sentivo un buon tuttofare, un ragazzo sveglio che si arrangia ma sballottato un po' a destra e a manca in balia degli eventi. La situazione mi stressava parecchio anche perché era in atto una "guerra" tra proprietario dell'azienda e suo genero storico AD (che era il mio capo diretto).

In un momento di crisi a 33 anni dopo 8 nella mia prima ed unica azienda ho cambiato lavoro accettando la proposta di un'azienda molto più grande (2500 dipendenti nel mondo, 400 nella casa madre dove sono assunto) che produce cinghie di trasmissione in poliuretano. Ho fatto il cambio a parità di stipendio, no trasferte e come tecnico a supporto dell'ufficio commerciale.

Ho iniziato ad Aprile e sto incontrando più difficoltà rispetto a quanto preventivato. Il ruolo è molto tranquillo e per ora lo sto trovando decisamente meno stimolante del precedente ed anche da un punto di vista dell'apprendimento sto facendo fatica, gli anni di esperienza dei colleghi anche coetanei si fanno sentire.

Dall'altro lato la vecchia azienda sta mettendo mano alle gerarchie (forse anche dopo che io sono andato via ed approfittandone per una risistemata) e mi ha fatto capire che sarebbero ben contenti di avermi di nuovo a bordo.
Quando avevano provato a farmi una controproposta in sede di dimissioni avevo rifiutato (il capo mi disse ma vedrai che tra 6 mesi ti stufi e torni).

Al momento:
- da un lato sono contento del cambio sia perché avrei avuto il rimpianto di non averci provato sia perché il "chiudermi" nella prima azienda provata in un settore molto di nicchia mi spaventa un po' sia perché il livello di stress è sceso notevolmente
- da un altro punto di vista sono scontento perché non mi si è accesa quella scintilla di entusiasmo per il nuovo ruolo, perché non vedo grosse opportunità di carriera nella nuova struttura

Un periodo di 5 mesi non è molto per trarre delle conclusioni, ma ci sono dei lunedì mattina piovigginosi in cui penso di non essere così certo di avere fatto una buona scelta.

Volevo confrontarmi con voi circa le vostre esperienze di cambio e di adattamento ai nuovi posti di lavoro.
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KK
King of Kuality


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MessaggioInviato: Lun Set 23, 2019 11:15 am    Oggetto: Rispondi citando

La domanda fondamentale è: cosa cerchi? Cosa vuoi dal tuo lavoro?

Leggendo la tua descrizione, hai toccato diversi punti, tutti egualmente importanti, ma alcuni in antitesi tra loro.
Eri stressato dalla situazione di guerra intestina ma ora mi dici che l'ambiente è tranquillo ma non ti stimola. Avevi un ruolo importante e ora dici che l'esperienza dei tuoi colleghi è maggiore.

Io credo che tu debba rifletterci un po' su e capire prima la vera risposta alla prima domanda.
Se cerchi stabilità, allora questa azienda non dovrebbe dispiacerti, visto che quelle grosse tipicamente durano di più di quelle piccole.
Se cerchi esperienza, allora forse conviene che stai dove sei ancora un po' e poi cerchi qualcosa di completamente nuovo.
Se cerchi routine e un lavoro che sai fare e quindi non ti stressa, allora torna.
Ma temo che tutto ruoti attorno a quello che davvero vuoi tu?

Ovviamente nessuno ti può davvero consigliare il meglio, noi possiamo solo aiutarti a porti le domande giuste, ma le risposte te le devi dare da solo.

Per esperienza ho visto che se i problemi aziendali sono di vertice, o viene fatto fuori qualcuno per sempre o i problemi rimarranno. Per come hai descritto la lotta intestina, se uno dei due non se ne va, ho i miei dubbi che una riorganizzazione possa risolvere la situazione.
Tu torneresti se fossi certo che la situazione non si possa risolvere?

Vedila dal punto di vista del cv: se tornassi indietro e poi ti rendessi conto che i problemi di prima sono rimasti, forse vorresti cambiare ancora, visto che già la stessa situazione ti ha spinto a cambiare. Un eventuale head hunter come vedrebbe il fatto che te ne sei andato, poi sei tornato dopo pochi mesi, poi vuoi andare ancora?
Te lo traduco: hai spillato più soldi di stipendio per un posto migliore. Ergo: il tuo prossimo datore di lavoro diffiderà.

A meno che tu pensi che l'aumento di stipendio andrà sicuramente a compensare la situazione, allora avrai: stesso lavoro, stessa routine, stessa esperienza, più soldi.

Si possono ahimè fare mille considerazioni, ma la prima cosa da fare è rispondere alla prima domanda Smile

Spero di esserti stato di aiuto...
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bagaroz
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MessaggioInviato: Lun Set 23, 2019 11:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Lo sei stato.
Una risposta alla prima domanda la sto cercando…

Per ora l'idea non è quella di tornare indietro a cuor leggero ma di rivalutare la situazione più avanti dopo essermi dato un po' più di tempo per ingranare.

Nell'azienda precedente la riorganizzazione ha riguardato anche il mio ex capo che è stato destituito dal ruolo di AD, estromesso dal consiglio di amministrazione e gentilmente invitato a passare i 4 anni che lo separano dalla pensione senza creare problemi. Ovviamente se mai dovessi pensare di valutare una proposta di rientro prima vorrei capire la situazione aziendale in generale.

Anche dovendo poi decidere di cambiare nuovamente non è detto che la ex azienda sia una scelta corretta, magari valuterei altre opzioni.
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QualitiAmo - Stefania
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MessaggioInviato: Mar Set 24, 2019 9:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Ti dico anche la mia: io indietro non tornerei mai perché ti metti nella posizione di chi ha dato per scontato che in giro non ci fosse niente di meglio.

Se te ne sei andato, una ragione c'è e dubito che le cose possano essere cambiate di tanto. Puoi aver sbagliato la tua scelta andando in questa nuova azienda ma lì fuori è pieno di altre realtà, devi solamente trovare la tua.
In ogni caso, farai esperienze nuove e questo ti servirà tantissimo.

E poi, scusa la franchezza, ma se avessero voluto valutarti di più dal punto di vista economico, non avrebbero aspettato le dimissioni, giusto?
Nella pianificazione oculata di un'azienda ci sta anche la crescita e lo sviluppo delle risorse umane e questo prevede il percorso necessario per tenersi stretti gli elementi più validi, formandoli per metterli sempre davanti a nuove sfide e valutandoli il giusto.
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KK
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MessaggioInviato: Mar Set 24, 2019 9:06 am    Oggetto: Rispondi citando

Tu sei anche giovane: 33 anni sono una carriera appena iniziata.
Se posso permettermi, non ti voglio dare un consiglio ma un lasciare un paio di riflessioni personali, con l'idea che possano aiutarti a pensare.

La prima è che mi sono ritrovato, lungo il mio percorso, a cambiare troppo spesso lavoro, a volte per problemi aziendali, a volte (me ne sono reso conto) anche per (ingiustificata) insofferenza mia.
In ogni caso, quali che fossero i motivi, ho dovuto spesso gestire il problema di giustificare tutti questi cambi, e in alcuni frangenti sono stati un ostacolo, per via della diffidenza diffusa verso chi non è devoto alla sua azienda.
Dall'altra parte però, ogni lavoro cambiato è stata un'esperienza che ho portato con me e oggi, per il lavoro che faccio, mi sono servite tutte e non sarei il lavoratore e il professionista che sono.
Quindi non esiste la scelta sicuramente positiva e quella sicuramente negativa: è un percorso, sono strade alternative che comunque ti porteranno qualcosa.
Quindi, qualsiasi sarà la tua decisione, non viverla con l'angoscia di sbagliare ma come una scelta che costruirà il te stesso di domani, a prescindere dall'esito.

L'altra considerazione che vorrei fare invece è legata al futuro.
Più passeranno gli anni, più il tuo desiderio di stabilità e tranquillità maturerà e i "benefit" di avere un ambiente di lavoro tranquillo, poco stress, magari un lavoro vicino a casa, varranno ben più di qualche centinaio di euro sullo stipendio. Ma per questo c'è tempo.
Credo esista un naturale arco lungo cui far correre la carriera e i criteri di scelta del lavoro e alla tua età rincorrere non solo l'esperienza, ma una posizione lavorativa soddisfacente (insomma, non nascondiamoci, un'etichetta prestigiosa fa piacere, il riconoscimento nel lavoro è importante) e uno stipendio adeguato sono cose che fra i 30 e i 40 rincorrono tutti e io dico pure giustamente.

Quindi, in definitiva, ragiona sui tuoi desideri e sulle tue aspettative e prendi le scelte con serenità, perchè il tempo è dalla tua parte e sono sicuro che qualsiasi sia la scelta, ti aiuterà a maturare.
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MessaggioInviato: Gio Set 26, 2019 12:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Bagaroz, esprimo anche il mio parere ritenendomi coetaneo (sono a 37) e avendo cambiato sempre per mia scelta 5 aziende... Per principio non tornerei mai indietro, mi sono trovato più di una volta a contro proposte anche molto vantaggiose in fase di dimissioni.
Era esattamente quello che non volevo accadesse, perchè confermavano il fatto che solo quando destabilizzi metti un pò di paura in chi hai di fronte. Per cui, ti consiglio di resistere, 5 mesi sono troppo pochi, l'azienda in cui sei ora è di maggiore respiro, magari avrà anche più peso sul CV quando tra qualche anno vorrai nuovamente guardarti intorno e farai nuovi colloqui.
Come dice anche kk non è il massimo poporsi, ritornare indietro e riproporsi... a meno che non sei nell' INTER:). in bocca al lupo e stringiamo i denti...
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bagaroz
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MessaggioInviato: Sab Set 28, 2019 10:40 am    Oggetto: Rispondi citando

Vedo che tutti siete allineati nel parere negativo di un eventuale rientro nella ex azienda.
Io aldilà della mia attuale condizione non la vedo una cosa così negativa e in passato ho riassunto il mio primo responsabile che era stato 4 anni lontano dall'azienda per provare a portare avanti il progetto di un ristorante. I vantaggi per l'azienda sono diversi:
- minor dispendio di energie nella selezione
- basso rischio di errata valutazione del candidato
- ridotto impegno nella formazione iniziale
- maggior velocità di inserimento

Tornando a me sto metabolizzando l'idea di essere stato precipitoso nella scelta di andare via, me la sarei potuta giocare meglio.
Per altro è vero che ti rendi conto di una cosa soprattutto quando non la hai più.
Ormai comunque quel che è fatto è fatto.

Ho deciso di darmi un obiettivo a 18-24 mesi dopo i quali se le mie sensazioni non migliorano andare a parlare al mio responsabile di quali possano essere eventuali possibilità di cambiamento.
Ovviamente a fronte di un esito negativo di questa richiesta le cose peggiorerebbero nei rapporti.

Tra le altre cose non potrei rivendermi alla concorrenza avendo firmato un patto di non concorrenza
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QualitiAmo - Stefania
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MessaggioInviato: Lun Set 30, 2019 8:59 am    Oggetto: Rispondi citando

bagaroz ha scritto:
in passato ho riassunto il mio primo responsabile che era stato 4 anni lontano dall'azienda per provare a portare avanti il progetto di un ristorante.


La situazione, in questo caso, è un po' diversa. Un conto è andarsene perché si desidera fare un'esperienza totalmente differente da quella in corso. Un altro paio di maniche è cambiare azienda perché in quella dove si sta non ci sono più le condizioni necessarie a farci apprezzare quello che facciamo.
Io non avrei comunque ripreso la persona per il semplice motivo che è estremamente probabile che continui a desiderare qualcosa che la mia azienda non è in grado di darle ma posso capire che tu l'abbia voluta ancora con te. Un datore di lavoro può avere effettivamente dei vantaggi a riprendere chi se n'è andato via (tu stesso ne hai elencato qualcuno) ma non vedo, anche sforzandomi, i vantaggi di chi si fa riassumere mettendosi IN AUTOMATICO in una situazione in cui sarà la prova vivente di quanto non sia stato in grado di trovare qualcosa di alternativo a quel posto di lavoro.

Te lo dico perché in passato ho visto più di una persona tornare indietro, mettendosi in situazioni davvero brutte e ricattatorie. Ora il tuo vecchio datore di lavoro può anche fare di tutto per riaverti e questo ti potrebbe persino lusingare ma, alla prima difficoltà, ti rinfaccerà che le cose là fuori sono peggiori e che ti devi fare stare bene ciò che non ti piace.

bagaroz ha scritto:
Per altro è vero che ti rendi conto di una cosa soprattutto quando non la hai più.


Questo è verissimo ma fa parte, ahimé, del processo di crescita individuale e serve per non ripetere in futuro errori che dobbiamo a una certa superficialità che accompagna (per fortuna!) gli anni della nostra gioventù. Hai commesso un errore? Forse, ma chi non ne commette? La cosa importante è trasformarli in esperienza per impedirci in futuro di rifare la stessa cavolata.

bagaroz ha scritto:
Ho deciso di darmi un obiettivo a 18-24 mesi


Questo mi sembra molto saggio. Datti tempo e, nel frattempo, impara tutto quello che puoi.
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MessaggioInviato: Mer Lug 29, 2020 12:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riprendo il post per un update.
Ho ricevuto un invito a cena dal proprietario dell'azienda dove lavoravo prima, formalmente perché vorrebbe fare due chiacchiere e capire perché ho dato le dimissioni (pare le motivazioni ricevute nel 2019 non lo convincano).

In realtà ho saputo da altri ex colleghi che la sua intenzione sia sondare una mia disponibilità a tornare a lavorare per loro, nel frattempo ha demansionato il genero (il mio vecchio capo ed allora AD) ed allontanato il direttore di stabilimento. Pare pertanto che sia alla ricerca di una figura da posizionare direttamente alle sue dipendenze e che voglia proporlo a me.

Vi terrò aggiornati, io non sono entusiasta del mio attuale ruolo (molto più limitato rispetto a prima anche se lo sapevo nel momento delle dimissioni) ma vorrei darmi del tempo per capire eventuali possibilità di crescita, dall'altra parte riceverei (tutto da verificare ovviamente, una proposta economica decisamente più alta)
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MessaggioInviato: Mer Lug 29, 2020 1:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tienici informati e in bocca al lupo per tutto!
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MessaggioInviato: Mer Lug 29, 2020 9:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per ora sono molto sereno.
Io gli spiegherò le ragioni delle dimissioni, in effetti anche io a distanza di tempo ho metabolizzato meglio alcune cose che a caldo non avevo notato in modo conscio.

Se lui avrà un "progetto" lo ascolterò
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MessaggioInviato: Mer Lug 29, 2020 11:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi sembra bello e interessante, in bocca al lupo! Smile
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MessaggioInviato: Ven Lug 31, 2020 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

bagaroz ha scritto:
Riprendo il post per un update.
Ho ricevuto un invito a cena dal proprietario dell'azienda dove lavoravo prima, formalmente perché vorrebbe fare due chiacchiere e capire perché ho dato le dimissioni (pare le motivazioni ricevute nel 2019 non lo convincano).

In realtà ho saputo da altri ex colleghi che la sua intenzione sia sondare una mia disponibilità a tornare a lavorare per loro, nel frattempo ha demansionato il genero (il mio vecchio capo ed allora AD) ed allontanato il direttore di stabilimento. Pare pertanto che sia alla ricerca di una figura da posizionare direttamente alle sue dipendenze e che voglia proporlo a me.

Vi terrò aggiornati, io non sono entusiasta del mio attuale ruolo (molto più limitato rispetto a prima anche se lo sapevo nel momento delle dimissioni) ma vorrei darmi del tempo per capire eventuali possibilità di crescita, dall'altra parte riceverei (tutto da verificare ovviamente, una proposta economica decisamente più alta)


a me successe, mille anni fa. un'esperienza Kafkiana. ovviamente alla fine declinai, anche se in un angolino di me registrai con grande soddisfazione che avessero probabilmente capito di aver fatto molti errori, uno dei quali era stato non ascoltarmi quando ne avevano la possibilità.

ti diro' solo una cosa: se decidi di rientrare, devi essere contento dal primo minuto. non accettare nessun "adesso entri cosi' e poi dopo dei mesi faremo questo". se lo vogliono fare, possono farlo subito. non avrai mai piu' lo stesso potere contrattuale che hai ora.

in bocca al lupo
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bagaroz
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MessaggioInviato: Sab Ago 01, 2020 9:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Interessante la riflessione sul potere contrattuale.

Se proprio dovessi "esagerare nelle mie aspettative" avrei preferito questa richiesta arrivasse più avanti, perché causa covid e cambio di capo nell'attuale azienda non ho capito se ci siano possibilità di crescita reali.
L'azienda attuale è un grande gruppo che sta facendo una transizione da azienda con una famiglia proprietaria a controllo da parte di un fondo di investimento (che ha comprato due aziende complementari e le sta riunendo nello stesso gruppo). La grande azienda ha ovviamente i suoi pro (ruoli organizzati e definiti, grandi clienti serviti a livello globale, stabilità finanziaria) ed i suoi contro (le responsabilità di ognuno sono più limitate, ci sono procedure un po'per tutto).

Giovedì prossimo vado ed ascolto, poi parto per le ferie ed elaboro
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bagaroz
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2020 8:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il primo "round" è stato una chiaccherata in cui io ho spiegato nel dettaglio i motivi delle dimissioni e il proprietario mi ha spiegato i cambiamenti che ha apportato in questi 18 mesi e la sua "vision".
La sua idea sarebbe espandere il business con alcune acquisizioni e collaborazioni. A livello aziendale vuole dare spazio ai ragazzi giovani in azienda con il mio ex capo (non più AD ma direttore generale anche se in realtà con sempre meno poteri e visto come una sorta di mentore per i ragazzi giovani da fare crescere).
A me ha proposto:
- direzione ufficio tecnico (ruolo che già avevo insieme ad altri ruoli già prima) con focus su riduzione costi di produzione
- direzione assistenza tecnica. Ente ad oggi praticamente inesistente da creare (diversi tentativi nel passato sono naufragati)
- gestione in suo affiancamento dei progetti di acquisizione e collaborazione con altre aziende

A livello economico non ho ricevuto una proposta ma un "non ti preoccupare dei soldi che un accordo lo troviamo".

Sul ruolo conoscendo la realtà già so che sarà difficile dargli un inquadramento definito, in pratica sarebbe un "direttore delle operations" in un'azienda più strutturata ma in una piccola realtà è tutto più fluido.

Io vedo una proposta allettante ma anche alcune incognite:
- il ruolo sarebbe da figura più senior, ma se assume un manager di conclamata capacità gli costa molto più caro e poi sarebbe il manager a dirgli cosa fare (io sarei ovviamente più influenzabile)
- la convivenza con l'attuale unica risorsa tecnica (un ragazzo che ha do ho iniziato era il mio tutor, poi è andato via, poi ho avallato la sua riassunzione). Questo ragazzo è molto bravo nelle attività di R&D molto meno nelle relazioni con le altre persone (motivo per cui non gli si vuole dare la direzione dell'assistenza tecnica ma figura a mio avviso chiave perché ad oggi il più preparato ed unico tecnico in azienda).

La scelta a questo punto è tra:
- grande azienda (2500 persone nel mondo facendo parte di un gruppo da 5000 , solida, con ruoli ben definiti) dove ho un lavoro tranquillo in un ufficio dove sono arrivato per ultimo
- scommettere su un imprenditore (azienda di 80 persone) che vuole espandersi. Se però non ne avesse le capacità o se facesse flop i rischi di rimanere a piedi sarebbero più alti

I tempi sarebbero stretti, a Settembre dovrei esprimere le mie riflessioni sulla proposta e devo dire che le incertezze legate alla crisi economica causa covid complicano ulteriormente le incertezze
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