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Gestione dei rischi: che strada seguire?

 
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Autore Messaggio
KK
King of Kuality


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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2018 9:26 am    Oggetto: Gestione dei rischi: che strada seguire? Rispondi citando

Ciao,
mi piacerebbe affrontare l'argomento gestione dei rischi su base concreta perchè ormai tutte le normative che stanno uscendo sono basate sul concetto del risk-thinking iniziato con la 9001:2015.

Siccome è l'azienda a decidere il tipo e l'estensione dell'analisi dei rischi, quella che ritiene opportuna per la sua organizzazione, mi ritrovo ad affrontare la sfida partendo da foglio bianco.

Le soluzioni possono essere diverse e vorrei capire da voi quale metodo avete scelto:

- una vera e propria FMEA di processo?
- una valutazione dei rischi derivanti dalle azioni decise nel riesame?
- una valitazione dei rischi sulle attività che compongono il flusso di processo?
- una valutazione basata sulle NC e AC?
- una valutazione basata sugli audit interni?
- una tabella excel incrementale da compilare cronologicamente secondo necessità?
- una valitazione dei rischi sulla base dei requisiti normativi secondo elenco puntato?
- nessuna, tutte o parte delle scelte sopra elencate?

Attendo i vostri commenti
Ciao
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MikiMarru
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MessaggioInviato: Gio Lug 05, 2018 9:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

- una vera e propria FMEA di processo?
No
- una valutazione dei rischi derivanti dalle azioni decise nel riesame?
le azioni decise nel riesame sono, almeno in buona parte, quelle finalizzate ad affrontare i rischi e le opportunità legate al contesto ed agli obiettivi
- una valitazione dei rischi sulle attività che compongono il flusso di processo?
A livello di processo sì
- una valutazione basata sulle NC e AC?
fanno parte del contesto interno, quindi sì
- una valutazione basata sugli audit interni?
idem
- una tabella excel incrementale da compilare cronologicamente secondo necessità?
questo non l'ho capito
- una valitazione dei rischi sulla base dei requisiti normativi secondo elenco puntato?
emergono in sede di audit interno/ dell'OdC, sì
- nessuna, tutte o parte delle scelte sopra elencate?
già detto.

PS
Spero ti siano rimaste nella tastiera le Opportunità Smile
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Credo fermamente nel detto: "Non ti do il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla, perché tu possa pescare da solo". E' possibile che la mia risposta sia da intendere in tal senso.
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KK
King of Kuality


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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 8:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Erano idee varie per ragionare su quali potessero essere le fonti di analisi.

Io stavo pensando di proporre un sistema basato su due fonti: una singola tabella gestita da qualità/direzione in cui si valutano rischi e opportunità derivanti da azioni strategiche (una tantum) e una serie di tabelle operative, gestite da resp di processo, per le attività operative e ripetitive.
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MikiMarru
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 9:22 am    Oggetto: Rispondi citando

una singola tabella gestita da qualità/direzione in cui si valutano rischi e opportunità derivanti da azioni strategiche (una tantum) e una serie di tabelle operative, gestite da resp di processo, per le attività operative e ripetitive.

Può anche andare.

Mi sembra (ripeto sembra, magari mi sbaglio) però che il discorso sia un attimo fuori focus:
1) tu hai delle parti interessate, da cui scaturiscono i requisiti, derivanti da ISO 9001 o altri, che si traducono in obiettivi che la tua organizzazione persegue (es. obiettivo di fatturato X, "requisito" della direzione per soddisfare il requisito di bilancio - ne ho scelto uno limite apposta)
2) analizzi periodicamente il contesto interno (quello che succede nella tua azienda) ed esterno (quello che succede nel mondo) per individuare quali fattori o eventi possono presentare un rischio che ti potrebbe ostacolare o una opportunità che ti potrebbe aiutare per raggiungere i diversi obiettivi
3) valuti queste situazioni (con tutte le diverse metodologie che vuoi, e che, ragionevolemente, potrebbero anche essere differenti a secondo della coppia evento/fattore - obiettivo
4) stabilisci cosa fare (azioni), se possibile, per evitare i rischi o sfruttare le opportunità.
5) chiaramente periodicamente controlli come stanno andando le cose, copnendo anche attenzione a tenere d'occhio il contesto, perchè cambia, a volte velocemente, anche mentre tu stai effettuando le azioni. E aggiusti il tiro.

Non mi sembra così "fumoso" come argomento (mi collego in questo al tuo post alla macchinetta)

Aggiungo una riflessione: di per sè dire che il contesto int/est viene rivalutato ogni 12 mesi in sede di riesame della direzione puà andare bene per l'audit, ma nella pratica è una boiata, in quanto i diversi fattori/eventi del contesto variano con tempi differenti, dato che si tratta di "cose" diverse.

E gli imprenditori "sani" lo sanno bene, si sono abituati a ragionare in maniera flessibile ed a reagire ai cambiamenti; se dici ad uno di loro, che magari sino a qui ti ha anche seguito e condivide: "il contesto lo rivediamo una volta all'anno", ti risponde che così serve a poco, ed ha ragione.

Per ogni situazione che ha un certo grado di significatività, sarebbe il caso di definire una periodicità di monitoraggio della sua evoluzione (pensa alla guerra sui dazi), per "gestire il cambiamento".
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L'ultima modifica di MikiMarru il Ven Lug 06, 2018 9:32 am, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 9:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Amico mio, non è me che devi convincere della bontà di quanto hai scritto! asd

Ho parlato di argomento fumoso perchè dovrei convincere a parlare di contesto dell'organizzazione, di fattori esterni e interni, di requisiti delle parti a una persona che pensa che l'intera qualità (parole sue) sia solo burocrazia inutile dal costo che tocca sobbarcarsi ogni anno.

Capisci bene che sarebbe più facile spiegargli il vantaggio economico della gestione di una Nc piuttosto che convicerlo che deve imparare ad avere un approccio risk-thinking nell'analisi del contesto organizzativo...

Lui vuole roba concreta... il classico "gh'è da fa andà i man..."
Più riesco a essere pragmatico col capitolo 4 e 5 e più ho possibilità di scalfire le sue convinzioni, ma sono certo non sarà facile Wink
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MikiMarru
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 9:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Ok, allora:

l'argomento non è fumoso e concordiamo su questo, quindi:
1) o non lo sappiamo spiegare con un linguaggio adatto alla forma mentis dell'interlocutore
2) c'è un pregiudizio da parte dell'interlocutore

il 2) è estremamente difficile da gestire, dipende anche da fattori personali e caratteriali, difficilmente riesci a farlo nel breve, quanto piuttosto nel medio / lungo, stando pronto a "cogliere l'attimo giusto". Ammesso che sia possibile.

PS: non c'è scritto nel Mansionario del RGQ che si debba essere Missionari o Predicatori nel deserto per forza. Una certa attitudine può aiutare, ma esiste anche l'istinto di sopravvivenza. Di Giobbe la Bibbia ne cita uno solo...
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 9:45 am    Oggetto: Rispondi citando

E comunque non è "parlare di qualità".

Lo diventa per il fatto che lo applichi alla conformità del prodotto / servizio, in realtà è "sana e logica gestione aziendale per permettere all'azienda di sopravvivere e generare profitti nel lungo periodo".

Ovvero gestione d'impresa.
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 10:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Siamo ampiamente nel campo del punto 2... siamo terribilmente in quel campo!
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 10:45 am    Oggetto: Rispondi citando

KK ha scritto:
Siamo ampiamente nel campo del punto 2... siamo terribilmente in quel campo!


Puoi provare a parlare del "ciclo" di cui sopra, ma non citando (MAI) la qualità.

Prova a parlarne con riferimento ad ad aspetti come fatturato, marginalità, produttività, crescita del business, ecc.

Poi oh, per quanto uno insista a seminare, se il terreno è arido cresce poco.
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Guarda, temo finirò per metterla sul piano del: se ci vuoi credere mi ascolti e facciamo le cose per bene, se non ci credi facciamo le cose per l'auditor e non mi rompi le palle quando ti chiedo una firma, se non vuoi rotture togliamo la ISO e bon!
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MZorzy
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MessaggioInviato: Ven Lug 06, 2018 1:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

KK ha scritto:
se non vuoi rotture togliamo la ISO e bon!


mica tanto bon, metti caso che qualche clienti cominci a andare solo "da quelli con l iso"...
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niubbo sul sistema di gestione ma volonteroso di migliorare.
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MessaggioInviato: Lun Lug 30, 2018 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

MZorzy ha scritto:
KK ha scritto:
se non vuoi rotture togliamo la ISO e bon!


mica tanto bon, metti caso che qualche clienti cominci a andare solo "da quelli con l iso"...


Quel bon era un "se a te DG/CDA/PROPRIETA' non stanno bene firme/rotture/procedure/istruzioni ,evita di certificarsi , così risparmi i soldi di AQ e della certificazione"
(salvo poi perdere clienti perchè non hai il bollino)
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bagaroz
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MessaggioInviato: Lun Ott 01, 2018 10:27 am    Oggetto: Re: Gestione dei rischi: che strada seguire? Rispondi citando

KK ha scritto:
Ciao,
mi piacerebbe affrontare l'argomento gestione dei rischi su base concreta perchè ormai tutte le normative che stanno uscendo sono basate sul concetto del risk-thinking iniziato con la 9001:2015.



Io per "convincere" il proprietario ho provato ad agire così:
- sono partito da un "Piano emergenza e sicurezza consegne", titolone appositamente allarmante che in pratica è un elenco dei possibili casi identificati che potrebbero interrompere la filiera di fornitura
- partendo da un aspetto "molto pratico" poi in realtà ho cercato di salire di livello includendo nell'analisi dei singoli rischi anche aspetti più organizzativi e strategici. Ad esempio ho legato il rischio legato alle fluttuazioni del cambio delle valute estere (per noi asd esempio critico è il caso dell'India) a ritroso alla corretta detrminazione e validità dei prezzi di vendita
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Slender Man
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MessaggioInviato: Ven Ott 05, 2018 4:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

MZorzy ha scritto:
KK ha scritto:
se non vuoi rotture togliamo la ISO e bon!


mica tanto bon, metti caso che qualche clienti cominci a andare solo "da quelli con l iso"...


la direzione vedrà scendere il fatturato e ricevera' nu messaggio in una lingua che puo' capire.
io dentro di me mi ribello violentemente all'idea che gli obiettivi di qualità appartengano al pirlone solitario. non voglio lavorare di nascosto, o contro l'azienda. non voglio essere Cassandra.

Non mi ascolti? OK, vediamo se i fatti mi cosano.

(e se i fatti non mi cosano, stiamo parlando di un bel vezzo organizzatiivo, per il quale non ci sono evidenze oggettive che sia di vantaggio per gli obiettivi a lungo termine dell'azienda)
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"It's my way, or the highway." (James Dalton, Esq.)
"Manly hearts to guard the fair" (Job Description)
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