Qual è la situazione della certificazione in Italia?
Servono davvero i famosi "bollini", i pezzi di carta se poi non ci sono i controlli?
Confindustria prepara il libro bianco per spiegarcelo./span>
di Corrado Poggi - Il Sole 24 Ore
L’Italia è ricca di certificati e di certificatori ma povera di controlli sull’effettivo rispetto delle regole.
In questo contesto, i peggiori fanno concorrenza ai migliori ignorando le leggi, attentano alla sicurezza dei cittadini e si arricchiscono sicuri di rimanere impuniti.
È l’atto di accusa contenuto nel libro bianco sul sistema di prove e controlli che verrà pubblicato quest’anno da Confindustria Servizi innovativi e tecnologici ma di cui sono già ora disponibili alcune anticipazioni.
“Si continua a chiedere l’approvazione di nuove leggi - spiega l’ingegnere Luigi La Rovere, presidente del comitato d’area prove e controlli valutazioni e certificazioni che raggruppa le principali organizzazioni del settore – dimenticando che troppe regole equivalgono a nessuna regola. Occorre invece aumentare drasticamente il numero dei controlli in modo da garantire un reale clima di equa concorrenza. È solo quando quest’ultima è garantita che l’azienda può dedicarsi alla qualità”.
Secondo il libro bianco, è stato un errore permettere l’autocertificazione perché questa è efficace solo in un regime in cui esistono reali controlli mentre diventa una scorciatoia per i furbi laddove le possibilità di essere colti in fallo sono minime.
La tendenza a eludere le regole è frutto, secondo la Federazione Confindustriale, anche dela mentalità da bollino: anziché vedere la certificazione come uno strumento per migliorare la qualità ed entrare nel club riservato dei più bravi, molte aziende la vedono come un requisito fastidioso da assolvere al minor costo possibile.
Di qui il proliferare di enti di certificazione che abbattono le tariffe offrendo in cambio un servizio scadente ma utile per potersi fregiare del bollino desiderato.
Per ridare credibilità al comparto, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici rivolge un appello a tutte le componenti del sistema economico. Allo Stato chiede di “ridurre e raggruppare le leggi in pochi testi chiari ripristinando il senso della legalità e la certezza per tutti di essere sottoposti a controlli frequenti. A questo scopo chiede al Governo di evitare di legiferare senza “la copertura del controllo”, cioè la certezza di poter avere sotto controllo in tempo reale l’applicazione e il rispetto del dispositivo legislativo. Si chiede inoltre il varo di un’Agenzia dei controlli che possa uniformare le procedure e monitorare in tempo reale il rispetto delle regole nei settori sotto il controllo dello Stato.

